Analisi

Servizio civile, perché il modello svizzero è un’eccezione

Tra la settantina di Paesi con servizio militare obbligatorio, molti offrono un’alternativa civile, ma pochi si avvicinano al sistema elvetico, più accessibile e meno restrittivo

  • Oggi, 07:16
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Il sistema elvetico si distingue, tra l'altro, per la grande varietà dei suoi incarichi, dai lavori forestali alla mediazione culturale nei musei

Il sistema elvetico si distingue, tra l'altro, per la grande varietà dei suoi incarichi, dai lavori forestali alla mediazione culturale nei musei

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Di: Katy Romy (swissinfo.ch) 

Il 14 giugno i cittadini svizzeri voteranno su un inasprimento delle condizioni di accesso al servizio civile. Altri Paesi dispongono di sistemi comparabili, ma presentano spesso importanti differenze.

Il servizio civile è strettamente legato all’obbligo di prestare servizio militare: rappresenta un’alternativa per gli obiettori di coscienza, ossia persone abili alla leva ma che non vogliono svolgerla a causa delle proprie convinzioni.

Il diritto all’obiezione di coscienza è riconosciuto dai testi internazionali sui diritti umani (articolo 9 della Convenzione europea dei diritti umani e articolo 18 del Patto internazionale ONU). Implica l’esistenza di un’alternativa civile, che deve però essere non punitiva, accessibile e indipendente dalle autorità militari: condizioni che in alcuni Paesi sono solo parzialmente soddisfatte.

Secondo il portale World Population Review, attualmente 68 Paesi impongono una forma di servizio obbligatorio ad almeno una parte della popolazione.

In Europa, dopo anni in cui molti Stati avevano abolito la coscrizione, la minaccia russa e la carenza di soldati professionisti hanno riacceso il dibattito sulla sua reintroduzione. Lituania, Svezia, Lettonia e Croazia hanno deciso di ripristinare il servizio militare obbligatorio. Al pari della Svizzera, altri Paesi non lo hanno invece mai abolito: tra questi Austria, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Estonia, Grecia e Cipro.

L’Austria, il sistema più vicino a quello svizzero

L’Austria, Paese neutrale come la Svizzera, è l’unico Stato limitrofo a mantenere un obbligo generale di servizio per i cittadini maschi tra i 17 e i 50 anni. È anche la nazione il cui servizio civile più si avvicina al modello elvetico: rappresenta una forma sostitutiva del servizio militare destinata agli obiettori di coscienza, basata su un contributo di utilità pubblica.

Il sistema austriaco presenta tuttavia differenze rilevanti. Il servizio civile dura nove mesi ed è svolto consecutivamente. Per accedervi, i coscritti devono presentare una dichiarazione formale entro termini precisi.

I civilisti vengono assegnati principalmente al settore sociale e sanitario: ospedali, case di riposo o servizi di pronto soccorso. Gli incarichi vengono attribuiti da un’agenzia facente capo alla Cancelleria federale, in base alle esigenze, ai profili e ai posti disponibili.

In Svizzera, il servizio civile è generalmente più lungo e si estende su più anni. Può essere richiesto in qualsiasi momento, indipendentemente dallo stato del servizio militare. La sua durata equivale a una volta e mezza quella del servizio militare non svolto, pari a 368 giorni per chi non ha ancora frequentato la scuola reclute.

Un’altra differenza importante è che i civilisti svizzeri organizzano autonomamente i propri impieghi. Questi coprono un ventaglio più ampio di ambiti, tra cui l’ambiente, l’agricoltura o la protezione civile.

Anche la Finlandia dispone di un sistema comparabile, con un servizio civile alternativo per gli obiettori di coscienza. Come in Svizzera, è prevista una formazione preliminare e i partecipanti devono trovare autonomamente un impiego presso un’istituzione riconosciuta. Il sistema finlandese si distingue però per il fatto che gli uomini possono anche scegliere di svolgere un servizio non armato in seno all’esercito.

 In Estonia, il servizio civile è poco diffuso: ogni anno vi ricorrono solo poche decine di coscritt

In Estonia, il servizio civile è poco diffuso: ogni anno vi ricorrono solo poche decine di coscritt

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Alternative legate alla difesa nei Paesi baltici

Nei Paesi baltici, Estonia e Lettonia offrono alternative al servizio militare, ma si discostano dal modello svizzero. In Estonia gli uomini possono optare per un servizio alternativo in caso di conflitto di coscienza, ma solo poche decine di coscritti all’anno scelgono questa opzione, che resta fortemente legata alla difesa nazionale.

In Lettonia, dove la coscrizione è stata reintrodotta nel 2024, l’alternativa civile resta ampiamente integrata nelle strutture militari, al punto da non costituire una vera opzione distinta.

Un sistema criticato in Lituania, Grecia e Cipro

In Lituania, Grecia e Cipro il servizio civile esiste formalmente, ma è oggetto di critiche per la sua non conformità ai diritti fondamentali. Nel 2022 la Lituania è stata condannata dalla Corte europea dei diritti umani per violazione della libertà di coscienza: il controllo militare sul servizio alternativo lo rendeva incompatibile con una reale obiezione. Il Paese ha poi modificato la legislazione per adeguarsi agli standard internazionali.

Grecia e Cipro sono regolarmente criticate per presunte violazioni persistenti dei diritti fondamentali. In particolare, le decisioni di ammissione sono spesso affidate a organi legati all’esercito piuttosto che ad autorità civili indipendenti. Inoltre, le richieste fondate su motivazioni religiose sarebbero privilegiate rispetto ad altre.

Corea del Sud, un’alternativa che somiglia alla detenzione

Al di fuori dell’Europa, il caso della Corea del Sud è frequentemente citato come controesempio.

Fino al 2020 non esisteva alcuna alternativa al servizio militare obbligatorio: ogni anno centinaia di giovani uomini venivano condannati a circa 18 mesi di carcere per aver rifiutato di servire per motivi di coscienza. Queste condanne venivano poi registrate nel loro casellario giudiziario, con ripercussioni economiche e sociali durature, ben oltre il periodo di detenzione.

Tecnicamente in guerra con il vicino a nord, la Corea del Sud prevede un servizio militare obbligatorio della durata tra 18 e 21 mesi

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Dal 2020 è stato introdotto un servizio sostitutivo, ma il sistema resta molto criticato. Con una durata di 36 mesi, quasi il doppio del servizio militare, può essere svolto unicamente in istituti penitenziari, risultando di fatto percepito come una forma alternativa di detenzione.

Sistemi repressivi in Turchia ed Eritrea

All’estremo più restrittivo si collocano Paesi in cui il diritto all’obiezione di coscienza è assente o fortemente limitato. In Turchia, nonostante varie condanne internazionali, chi rifiuta di prestare servizio militare rischia di essere perseguito penalmente.

Da anni gli eritrei lasciano in massa il loro Paese, soprattutto per sfuggire al servizio militare obbligatorio a tempo indeterminato

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L’Eritrea è ancora più severa. Il servizio nazionale, obbligatorio per uomini e donne, è ufficialmente limitato a 18 mesi, ma nella pratica può durare anni o addirittura decenni. Il rifiuto comporta il rischio di detenzione e altre forme di persecuzione.

I coscritti non vengono impiegati solo in attività militari, ma anche civili, in condizioni imposte e con retribuzioni minime. Secondo diversi osservatori, il sistema può essere assimilato al lavoro forzato, se non addirittura a forme di schiavitù. In questo contesto, il servizio nazionale è considerato uno strumento di controllo della popolazione, al centro delle violazioni dei diritti umani denunciate nel Paese.

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