"Hai fatto tutto quello che ci aspettavamo da te!" Io, invece, seguendo in quei momenti dal box azzurro gli ultimi due giri del mio Mondiale di Chambéry ero rimasto con una sensazione di rabbia e di delusione. Ancora una volta lo stomaco mi aveva tradito! Non riuscendo a mangiare quasi niente le mie gambe si erano spente poco a poco e quando Konishev salutò il nostro piccolo drappello ormai in fuga da oltre mezza corsa non mi restò che ricambiare il saluto.
Eppure avrei potuto esserci anch'io là davanti, ora che il corridore russo, poi arrivato terzo, era stato raggiunto dal futuro vincitore LeMond, da Kelly e da pochi altri. Oltre che un inaspettato piazzamento mondiale avrei infatti salvato da un clamoroso naufragio l'allora portentosa "corazzata" azzurra che, se ben ricordo, dovette accontentarsi di un modesto decimo rango di Gianni Bugno, giunto nel secondo gruppetto.
"Hai fatto tutto quello che ci aspettavamo da te" mi disse quindi la sera, sorprendendomi un po', Alfredo Martini. Ripercorrendola, cominciai a rivedere la giornata in modo diverso: in effetti, colsi al volo l'occhiata di Moreno Argentin che mi "spedì" nella fuga di giornata e rimanendo (quasi) tutto il giorno là davanti permisi alla "Squadra" di correre al coperto per sfruttare le opportunità offerte dal finale. Certo, poi non se ne fece nulla: tra cadute (ci fu anche un violento temporale), forature e contrattempi vari la "corazzata", in quel Mondiale dell'89, si sfaldò.
Ciò che comunque non dimenticherò mai di quella spedizione è come Alfredo Martini, con infinita pazienza e grande acume, dapprima fu capace di tessere una tela difficile - fatta di tante e contrastanti ambizioni - creando un tessuto omogeneo e resistente (e lasciando comunque a ognuno dei blasonati capitani - e non solo a loro! - spazi per esprimersi); poi di prendere - come aveva sempre fatto e come sempre fece anche in seguito - in tutti i modi le difese dei "suoi" corridori.
Ma ancor più ricorderò come il "grande ammiraglio" - che comunque si muove ancora dietro le quinte - sapeva motivare, mettendo in valore e gratificando con infiniti colloqui, chi aveva scelto per la "sua" Nazionale, e anche chi aveva dovuto escludere. Ciò mi tornò alla mente a Stoccarda nel 2007 quando, un po' per caso, assistetti al momento in cui Franco Ballerini, l'erede di tanta infinita umanità, dovette comunicare, al termine dell'allenamento lungo del giovedì, ai giovani rampanti Nibali e Visconti, il posto di riserve.
Ecco, tutto ciò mi è tornato nuovamente alla mente quando ho letto sui giornali che la mancata selezione per questi Mondiali di Firenze è stata comunicata a Steve Morabito e a Marcel Wyss attraverso un sms. Loro, che a proprie spese, avevano svolto un'intensa preparazione in quota, tutta votata a questo Mondiale.
Luca Guercilena - uno dei direttori tecnici più capaci in circolazione e una vera "manna" per la nostra Nazionale - parlandomene martedì ha motivato la scelta degli "uomini per Firenze" in modo inappuntabile. E in effetti credo che avremo in gara la miglior Nazionale degli ultimi decenni. Resta solo, anche se a margine, una piccola domanda: riusciremo a conservare nel tempo la motivazione che regna intorno alle legittime ambizioni che abbiamo qui a Firenze? E questo per tutti quanti, anche per coloro che quest'anno sono rimasti esclusi?











