Più che a Santa Giulia, che dà il nome al quartiere che ospita la nuova - omonima - arena sede dell’hockey su ghiaccio agli imminenti Giochi Olimpici e Paralimpici, venerdì a Milano ci si è dovuti appellare a Santa… Pazienza. Una virtù forzatamente necessaria sia per attendere il completamento del palazzetto e dell’area circostante, sia per poter accedere alla prima serata della prova generale di questo “teatro” che nonostante gli attesissimi attori di grande livello non sarà purtroppo la Scala dell’hockey su ghiaccio.
Un evento di prova è programmato proprio per evidenziare eventuali problemi e criticità e, nel caso, correre ai ripari. Per l’Arena Santa Giulia però i punti da risolvere non sono solo eventuali, ciò che ha portato alla presenza di parecchi giornalisti e curiosi oltre ai soliti addetti ai lavori. Tutti ritrovatisi con largo anticipo nei dintorni della struttura, con l’intenzione di raggiungerla per capire lo stato dei lavori, e tutti ritrovatisi rimbalzati: impossibile entrare con veicoli a motore perché l’autosilo non è concluso, impossibile farlo con i mezzi pubblici perché i collegamenti previsti non sono mai stati realizzati, e neppure a piedi perché prima di una certa ora nell’Arena non si entra. E così i dintorni della piccolissima tenda allestita per distribuire le diverse centinaia di accrediti sono diventate per varie ore luogo di scambio di opinioni, informazioni e preoccupazioni.
Timori sull’esito dei lavori, ovviamente, ma anche sull’esprimersi ad alta voce per evitare di rinvigorire le polemiche che infiammano gli appassionati al di qua e al di là dell’Oceano. Fatto sta che quando, a due ore dal primo ingaggio d’inizio, le porte si sono aperte per tutti, all’interno di una struttura che fuori si presenta maestosa e affascinante ma in mezzo al nulla di un enorme cantiere, i sussurri delle ore e dei giorni precedenti hanno avuto conferma. Il lavoro da fare è infatti ancora molto: a hockey si può già giocare e le partite si possono già seguire (in un freddo quasi da esterno), ma a meno di un mese dal via dei Giochi l’Arena Santa Giulia non è ancora né pronta né degna di ospitare un evento di simile portata. Si ostentano fiducia e ottimismo, per forza, ma essere preoccupati è più che lecito.
Il tutto per una costruzione che allo sport lascerà ben poco, visto che non è per questo che è stata pensata. A confermarlo il fatto che l’inaugurazione ufficiale sarà in primavera con un concerto, il fatto che la tribuna di una delle curve è provvisoria e verrà smontata per lasciar posto al palco, o ancora il fatto che la capienza per gli eventi sportivi è irrisoria, portata a poco più di 11’000 spettatori grazie a deroghe speciali per i prossimi mesi da sede dell’hockey, ma che calerebbe addirittura a meno di 3’500 per incontri di pallacanestro, contro i 16’000 per altri tipi di eventi.
Mancano poco meno di quattro settimane alla Prima. Poche? Tante? La risposta verosimilmente non l’avremo prima degli inizi di febbraio e dunque non ci resta che… pazientare.
Milano Cortina 2026, il servizio sull'Arena Santa Giulia (La Domenica Sportiva 11.01.2026)
RSI Sport 11.01.2026, 19:29





