Zurigo ha molte facce riconoscibili: la Bahnhofstrasse del lusso, il Paradeplatz delle banche, i quartieri di sviluppo più recente. E poi c’è la Langstrasse, il suo contraltare più irregolare: una strada fatta di notte, movimento e contraddizioni, dove festa e tensione convivono. Ma è anche un luogo attraversato da piccole realtà quotidiane che diventano punti d’incontro, come una panetteria aperta 24 ore su 24.
È in questo quartiere che la città mostra il suo lato meno patinato. Da una parte locali, ristoranti e club aperti fino al mattino; dall’altra una realtà segnata anche da prostituzione, spaccio e violenza. Può essere definita il “retro della medaglia” della Zurigo di successo, un luogo che molti evitano e altri rivendicano proprio per la sua energia fuori dagli schemi.
Eppure, dentro questo caos, esistono spazi che raccontano un’altra dimensione. Una panetteria, la Happy Beck, aperta tutti i giorni dell’anno diventa un punto di osservazione privilegiato: qui passano clienti di ogni tipo, a tutte le ore, dal mattino presto fino alla notte più tarda. Chi ci lavora descrive soprattutto la varietà di incontri e il ruolo decisivo del rapporto umano: «mi piace lavorare qua, soprattutto mi piace il contatto con i clienti», afferma un lavoratore della panetteria ai microfoni di Laser.
È un equilibrio delicato. Le situazioni possono cambiare rapidamente e non mancano momenti di tensione. «Quando hai di fronte qualcuno che si comporta in malo modo […] ti chiedi oddio, adesso cosa può succedere?», racconta la stessa voce, spiegando però che la paura è spesso legata agli effetti di alcol o droga più che alle persone in sé. È una quotidianità fatta di attenzione, esperienza e soprattutto capacità di adattarsi.
Lo stesso dipendente della panetteria descrive però il lavoro sulla Langstrasse anche come una sorta di esercizio quotidiano: «per me personalmente è importante trattare tutti allo stesso modo. Ognuno ha la sua storia e ognuno va rispettato per quello che è», aggiungendo che lavorare lì diventa proprio «una buona occasione per allenare questo aspetto».
Il cornetto di mezzanotte: la panetteria della Langstrasse
Laser 08.05.2026, 09:00
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La Langstrasse cambia volto nel giro di poche ore. I clienti del giorno non sono quelli della notte, e il fine settimana è il momento più intenso, quando la strada si riempie e il ritmo si alza fino all’alba. È una dimensione in cui bisogna avere pazienza e sapersi muovere tra situazioni spesso imprevedibili.
Per capire questo quartiere bisogna guardare anche alla sua storia. Un tempo zona operaia, abitata tra gli altri da molti italiani arrivati negli anni Sessanta, la Langstrasse si trasforma tra anni Ottanta e Novanta, quando nascono locali illegali e si sviluppa una sottocultura che attira persone da fuori. Da allora la strada è rimasta uno dei luoghi più dinamici e discussi della città.
Oggi le percezioni restano contrastanti. C’è chi parla di degrado e di una presenza diffusa di droga e prostituzione, e chi invece respinge l’idea di una strada pericolosa, ricordando che qui vivono anche famiglie e che la vita quotidiana continua accanto alla movida. La sicurezza viene letta in modo diverso a seconda dello sguardo e dell’esperienza.
La Langstrasse appare così come un microcosmo urbano, dove normalità e eccesso coesistono nello stesso spazio. Non una semplice “zona problematica”, ma una parte integrante della città, che ne riflette tensioni e vitalità: un luogo scomodo, a tratti duro, ma che rende Zurigo, Zurigo.

