I dati diffusi giovedì dall’Ufficio federale di statistica confermano la frenata fatta segnare dal turismo svizzero nel mese di marzo, caratterizzato dalla guerra in Medio Oriente: i pernottamenti sono stati 3,2 milioni, in calo del 5,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Nei primi due mesi dell’anno, invece, il settore alberghiero aveva proseguito sullo slancio del record del 2025.
A incidere sul risultato complessivo sono stati sia gli ospiti provenienti dall’estero, che hanno fatto segnare un -4,8% (a 1,6 milioni), sia la domanda indigena, ridottasi del 5,7% (a 1,6 milioni di notti). Svizzera Turismo ritiene che la guerra in Medio Oriente (marzo era il primo mese completo a conflitto in corso) peserà sui risultati dell’insieme del 2026, provocando una leggera flessione. Sul dato mensile annunciato giovedì, tuttavia, avrebbero influito maggiormente questioni di calendario: lo scorso anno le vacanze invernali in molte regioni importanti, di lingua tedesca in particolare, si erano protratte in parte fino a marzo, mentre quest’anno si sono concluse ovunque prima della fine di febbraio.
Ticino in controtendenza
Particolarmente forte è stata la contrazione nei Grigioni (-13,7% a 549’600) e diminuzioni sensibili sono state osservate anche nelle regioni di Berna (-8,2%), Lucerna (-5,1%), Vallese (-4,6%) e Zurigo (-2,7%), mentre il Ticino è in controtendenza (+3,8% a 133’800).
Più nel dettaglio, dalla Germania (il principale mercato estero) è arrivato un numero maggiore di ospiti, ma per soggiorni più brevi, con il risultato che il numero di notti è sceso di oltre il 7%. La domanda francese e statunitense è rimasta sostanzialmente stabile, mentre è calata quella asiatica (Cina, Corea del Sud, India).
L’UST pubblicherà una prima stima sui pernottamenti di aprile il 18 maggio. I dati definitivi per la stagione invernale 2025/26 seguiranno all’inizio di giugno.

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Notiziario 07.05.2026, 10:00
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