La classifica finale (primi cinque posti)
1. Bulgaria: Dara - Bangaranga
2. Israele: Noam Bettan - Michelle
3. Romania: Alexandra Căpitănescu - Choke Me
4. Australia: Delta Goodrem - Eclipse
5. Italia: Sal Da Vinci - Per sempre sì
Bangaranga! Bangaranga! Ti rimbalza in testa e tanto basta. Dara scuote la Wiener Stadthalle con il suo tormentone e conquista sia le giurie sia il pubblico, portando per la prima volta in Bulgaria l’Eurovision.

Dara - Bangaranga
RSI Cultura 17.05.2026, 01:08
Intendiamoci, non siamo di fronte al brano che cambierà i destini della musica: semplicemente, prende alcuni dei canoni che tanto piacciono nel contesto - dance e musica tradizionale - e li cuce sulla personalità della cantante, provvista di quel friccico di sfacciataggine che te la rende simpatica. Arriva con quell’aria di chi non ha niente da perdere e ti ribalta i pronostici della vigilia, che pendevano per Finlandia (sesta), Grecia (decima) e Australia (quarta).
Ai finlandesi, grandi favoriti, mettere un violino e una finestra in fiamme non è bastato. Tanto perfettini, con quella costruzione in crescendo e l’uso della musica classica come elemento distintivo. Che poi tanto distintivo non è.
Delta Goodrem, l’australiana, ha fatto tutte le cosine perbene: diva sul palco, diva sui divanetti (scusate il bisticcio di parole), pezzo preciso preciso e finale iconico. A voler dare una puntura di spillo, una versione iperestesa della pubblicità di un profumo.
Akylas, il prode greco, ispirava affetto, ma il suo numero era troppo carico e la canzone si collocava dalle parti di Gangnam Style. Sono passati “solo” quattordici anni dalla sua uscita.
Delta Goodrem - Eclipse
RSI Cultura 17.05.2026, 00:44
Corsi e ricorsi. Anche quest’anno il vincitore se l’è giocata fino alla fine con il concorrente israeliano. Noam Bettan, con la sua Michelle, è risalito grazie al televoto ed è stato a un passo dalla vittoria. Andando indietro di una sola edizione, era già successo a Basilea con il sorpasso all’ultima curva di JJ ai danni di Yuval Raphael (tra gli autori di Michelle). Anche allora tra il pubblico ci fu chi si innervosì.
Non mi è sembrato in formissima Sal Da Vinci, complice anche l’emozione, che comunque è arrivato quinto confermando la buona tradizione italiana all’Eurovision: nove piazzamenti consecutivi nella top 10.
Sal Da Vinci - Per sempre si
RSI Cultura 17.05.2026, 00:29
Se l’inossidabile Sal si è fatto onore, la stessa cosa non si può dire degli altri Big. La Germania va di dance pop e le dice male. La Francia invia una proposta di buona qualità che finisce però per suonare manieristica. I transalpini devono aver puntato sulla contaminazione con l’opera sperando di cogliere lo stesso successo di Nemo e JJ. Monroe è un piccolo capolavoro di equilibrio: graziosa e potente. Ma niente da fare anche quest’anno.
Dal canto suo, il Regno Unito sembra mandare qualcuno per onore di firma, fatta eccezione per Sam Ryder, secondo nel 2022. A Vienna è toccato all’eccentrico Look Mum No Computer. Simpatico con quell’aria da Brit stralunato, ma troppo fuori dagli schemi. Risultato finale: ultimo con un punto.
Se non vogliamo mettere in discussione la loro qualificazione automatica alla finale, in quanto maggiori contributori della manifestazione, magari almeno sull’aggettivo “big” c’è margine di trattativa.
Tornando a Bangaranga, la prova del fuoco arriva adesso che dovrà dimostrare se ha davvero ali per volare là dove osano i tormentoni. Fuori dalla bolla di Eurovision, gran parte dei brani e dei loro interpreti fanno fatica. È difficile, dopo la finalissima, riascoltare le canzoni in gara. Non dico in radio, ma anche solo nelle playlist delle palestre.
Qualcosa a livello nazionale accade. Ma giusto qualcosa. Hanno vita più lunga quelle italiane, che escono da un preciso circuito come quello sanremese. Nel caso dei Måneskin, poi, la loro vittoria a Eurovision fu la tappa di un percorso ben strutturato.
Che ci vogliamo fare: l’attesa si sgonfia, la promozione si rilassa e il mercato (ri)prende il sopravvento - ammesso che l’abbia mai perso. Con tanti saluti al clamore sui social.
Una bolla vagamente psicotropa, l’Eurovision. Tra rassegne video e performance, l’effetto è quasi lisergico. Per dire, l’anno scorso mi ci volle un mese buono per ripulire le orecchie dall’attacco di Espresso Macchiato. Sì, ce la farò anche quest’anno.

Attese per la finale Eurovision
Telegiornale 16.05.2026, 20:00

