So What - in italiano: “E allora?” - è il titolo di una celebre composizione di Miles Davis uscita in un’epoca (i ’50) in cui il jazz era accordi su accordi, mentre di soli due è fatto il brano in questione. Davis volle vedere cosa avrebbero tirato fuori i suoi musicisti in quello spazio così diverso e libero.
Premessa che spiega perché per la 27ma edizione del Festival di cultura e musica jazz di Chiasso, in partenza questa sera, 12 marzo 2026, sia stato scelto come titolo proprio “So What?!”. Il Cinema Teatro, che ospita la manifestazione, in questo periodo è un cantiere per via dei lavori di ristrutturazione, «una situazione aperta che renderà il Festival di quest’anno particolarmente affascinante», sostiene Lorenzo De Finti, produttore jazz di Rete Due e co-produttore dell’evento. Ospite di Claudio Farinone a Montmartre, ha illustrato gli appuntamenti in programma.
A inaugurare la prima serata (ore 20.00) sarà Francesco Pierotti, contrabbassista e compositore non molto noto nella Svizzera italiana ma scelto per «sorprendere il pubblico con musicisti che non hanno nulla da invidiare ai grandissimi nomi ma che per varie circostanze non hanno una fama degna della loro bravura». Stile che coniuga atmosfere nordeuropee e calore della sua Toscana, Pierotti presenterà il suo nuovo disco. A seguire (21.15), Uma Elmo: anche il progetto di Jakob Bro, Arve Henriksen e Jorge Rossy porterà in scena un nuovo album, registrato per ECM nell’Auditorio Stelio Molo di Besso.
È un jazz che incontra rap e r’n’b quello proposto dal James Brandon Lewis Trio (13 marzo, 20.45): sassofonista statunitense, Brandon Lewis «è un musicista che è la punta della sua generazione, è aperto a mille esperienze, onnivoro, non conosce confini di genere». Il rock contamina invece il Daniel Karlsson Trio (13 marzo, 22.15) formazione che infonde energia in una musica «che fa rumore creando questa contraddizione apparente di termini».
L’ultima serata sarà aperta dal Tilo Weber Quartet (14 marzo, 20.45) la cui sonorità «restituiscono un’idea viva e brillante di musica molto contemporanea, con un utilizzo intelligente dell’elettronica» e proseguirà (22.15) con la formazione inglese dei Mammal Hands e il suo sound che attinge ad accordi rock e groove funky.
La novità di questa edizione sono gli afterhour nel foyer del teatro, momenti musicali pensati per intrattenere con proposte di qualità chi, dopo aver ascoltato due concerti, si ferma al bar per concludere la serata. Un modo per evitare l’effetto svuotamento della sala, notato negli anni passati alla terza esibizione, e «dare ai musicisti una platea attenta in un posto che comunque rimane gremito perché è più piccolo del teatro», sottolinea De Finti. Ad animare questi momenti (13 e 14 marzo, 23.45) saranno Me&Mobi ed Elf Traps con sonorità venate di elettronica che, nelle intenzioni degli organizzatori, sapranno deliziare i nottambuli del Festival.
Tutti i concerti del 13 e 14 marzo saranno trasmessi in diretta su Rete Due. Causa concomitanza con l’evento OSI, la serata di giovedì 12 marzo verrà recuperata la domenica alle 20.00 in Concerto jazz.

27° Festival di cultura e musica jazz (Montmartre, Rete Due)
RSI Cultura 10.03.2026, 15:35
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