Fregatene di quello che pensano gli altri. Abbandona i cliché di una società che ti giudica solo per i tuoi risultati.
C’è una forte componente ritualistica dentro Past Due (Taxi Gauche Records) di Temple Solaire. In un appassionante trip di psy-rock ‘60, Paisley Underground, garage rock e shoegaze, il combo zurighese affronta un paradosso: sei costretto a fare il criceto nella ruota e mentre corri ne sei cosciente. È a quel punto che dovresti trovare la motivazione per cambiare treno e prendere quello del cambiamento, quello che ti porta verso ciò che desideri di più per te stesso.
Il nome rimanda a eventi tragici, ma la band lo ha scoperto solo dopo averlo adottato. «Noi ci siamo sempre identificati molto con il sole, un elemento considerato fondamentale in tutte le culture da secoli», racconta il leader Giovanni Fortunato a Confederation Music. «Mi piace pensare al mio appartamento come a un tempio, perché qui succedono tante cose». La casa come luogo dove la band può riunirsi e creare.
Past Due è un disco analogico immersivo e ipnotico, registrato su nastro e svincolato, nella sua forma, da ogni regola di mercato, così fedele al suo ideale e alla sua sorgente creativa che fai fatica a distinguere il confine tra studio e palcoscenico.
Un invito ad accogliere le emozioni intense, anche se possono sconvolgerci: «Credo che questo disco serva a farci capire che le cose belle, così come quelle brutte, vanno e vengono», è il pensiero di Fortunato.
Accettare i cicli della vita è il messaggio insito nelle trame circolari di Temple Solaire.



