Se fate la spesa alla Migros, magari raccogliete i buoni “Support my camp” che, nell’ambito della campagna in corso fino a metà aprile, permettono di finanziare campi per giovani. Nonostante il regolamento preveda l’esclusione di associazioni che hanno tra i loro scopi la diffusione di determinati contenuti spirituali o religiosi, la RTS ha constatato che nella lista dei gruppi che è possibile sostenere sono presenti diverse organizzazioni religiose.
Il gigante arancione mette a disposizione dei campi svizzeri per bambini e giovani un importo complessivo di tre milioni di franchi, ripartiti proporzionalmente in base al numero di buoni attribuiti, dopo la deduzione del capitale di partenza.
A metà settimana, al terzo posto della classifica delle associazioni più sostenute, con oltre 65’000 buoni, risulta “STR26”.

Le associazioni maggiormente sostenute (stato alla mattina di mercoledì primo aprile)
STR26 (Schweizertreffen 2026) è un raduno giovanile della Chiesa evangelica-metodista svizzera. Sul sito di Migros, tuttavia, non si faceva alcun riferimento alla religione. La descrizione parlava di “un campo di 10 giorni durante il quale 1’200 bambini e adolescenti vivranno insieme avventure indimenticabili, scopriranno la natura, impareranno a conoscersi meglio e, soprattutto, si divertiranno moltissimo”.
Sul proprio sito internet, STR26 descrive invece in modo più preciso gli obiettivi del campo. Si parla di “piacere del movimento”, di “rafforzare i legami all’interno dell’associazione attraverso esperienze condivise”, ma anche di “vivere la propria fede”.

Gli obiettivi del campo
Anche altre associazioni religiose raccolgono buoni, in particolare JAB Suisse romande, un’organizzazione giovanile cristiano-evangelica il cui “scopo ultimo è glorificare Dio” si può leggere sul suo sito (settima in classifica mercoledì), Jungwacht und Blauring Bazenheid (27°) e Jungwacht Blauring Cham (35°), dove “vivere la fede” è uno dei principi citati dall’organizzazione nazionale, o ancora Ammischaddai (37°), che rivendica “valori cristiani”.
La Matinale, RTS, 01.04.2026
“Religioso, ma non solo”
La religione non viene mai evocata nella descrizione di questi campi sul sito di Migros, che tuttavia rimanda ai siti internet di queste associazioni per chi volesse saperne di più.
Interrogato dalla RTS, Joël Hirschy di JAB Suisse romande difende dei campi con un “approccio olistico”, “religioso, ma non solo” e “aperti a tutti i giovani”. Precisa che questi campi sono organizzati nell’ambito di Gioventù e Sport e che Migros ha chiesto precisazioni sull’organizzazione prima di accettare la partecipazione dell’associazione. Si dice anche molto felice dell’”emulazione” che questa campagna crea attorno a questi progetti di campi.
Da parte sua, Michael Hari di STR26 sostiene che “il campo è innanzitutto un’offerta di svago destinata ai giovani, e non un evento religioso. I valori religiosi si manifestano piuttosto nella vita in comunità, nell’amore per il prossimo, nella tolleranza e nel rispetto reciproco”. Precisa inoltre che “alcuni elementi religiosi fanno parte del programma, ma la partecipazione a questi è facoltativa” e “la confessione o l’appartenenza religiosa non hanno alcuna importanza” per partecipare al campo.
Esclusione di contenuti spirituali/religiosi
Nelle condizioni di partecipazione di Migros è chiaramente indicato che “associazioni nelle quali è necessaria l’adesione/appartenenza a una determinata istituzione spirituale/religiosa o che hanno tra i propri scopi fondamentali la diffusione di determinati contenuti religiosi/spirituali (per es. associazione di lettura della Bibbia)“ sono escluse dalla partecipazione.

Un estratto delle condizioni di partecipazione
“Siamo consapevoli che il tema della religione possa emergere nell’ambito di questa campagna, considerando il suo radicamento nel panorama associativo svizzero e il ruolo storico avuto nella creazione di alcune associazioni”, giustifica il portavoce di Migros Tristan Cerf.
Precisa inoltre che per questa campagna sono stati elaborati “criteri di partecipazione chiari”. “I campi devono essere accessibili a tutti i bambini e adolescenti, indipendentemente dalla loro religione, origine o convinzioni”.
Le organizzazioni citate “sono state attentamente esaminate, sia per quanto riguarda i loro statuti sia i documenti presentati. Rispondono, secondo la nostra conoscenza, ai criteri stabiliti e partecipano alla campagna nel rispetto dei valori di apertura e inclusione”, aggiunge infine il portavoce.
“Dare un senso ai consumatori”
Con questo tipo di campagne, “le catene di negozi cercano di dare un senso ai consumatori e alle loro azioni”, analizza Nicolas Inglard, specialista del commercio al dettaglio e direttore di Imadeo. Trova tuttavia “un po’ sorprendente” che Migros – “che è sempre stata apolitica” – abbia integrato associazioni religiose. Secondo lui, questo tipo di campagna crea anche una distorsione dei mezzi tra chi può partecipare e chi no.
Da parte sua, Migros sottolinea ancora che la campagna si inserisce in un contesto “in cui molti campi stanno scomparendo a causa di costi sempre più elevati”.

Migros, un anno di consolidamento
Telegiornale 24.03.2026, 12:30







