Dossier

Iraq, frammenti di guerra

Gianluca Grossi ci guida in un viaggio in quattro tappe attraverso il Kurdistan

  • 25.10.2014, 10:13
  • 07.06.2023, 00:11
Con il fucile in spalla

Con il fucile in spalla

  • © 2014 weast productions / gianluca grossi

Mar Nero, Mar Caspio, mar Mediterraneo. Il Kurdistan, regione etnica che dal 1920 rivendica, con i suoi leader e i suoi movimenti, uno Stato autonomo, sta lì, proprio in mezzo a questi mari, in un’area del pianeta collocata tra Tigri ed Eufrate che già la Bibbia indicava come Eden, paradiso terrestre.

L'area abitata dal popolo curdo

L'area abitata dal popolo curdo

Poco – nel migliore dei casi – o nulla, sappiamo della storia di questo Paese e di quella del suo popolo che, i casi della vita, ha portato ad interagire con califfi e rappresentati di colonie straniere. Sappiamo, da poche settimane, che sul confine turco-siriano c’è una città, chiamata Kobane e che, da quelle parti, viveva, tra il 1040 e il 1130, un astronomo, matematico e poeta, famoso per le sue “Quartine” - Omar Khayyam – alle quali Fabrizio De André si ispirò per il finale del suo “Non al denaro non all’amore né al cielo” (1971).

Niente o poco più sappiamo: del Kurdistan, della Siria, dell’Iraq e delle loro genti. Ecco perché, da oggi e per quattro sabati consecutivi, con Gianluca Grossi e il suo “Iraq, frammenti di guerra” cercheremo di capire, con immagini e storie, queste “genti diverse venute dall’Est…” al di là di quello che è il nostro sapere.

m.c.

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