Mar Nero, Mar Caspio, mar Mediterraneo. Il Kurdistan, regione etnica che dal 1920 rivendica, con i suoi leader e i suoi movimenti, uno Stato autonomo, sta lì, proprio in mezzo a questi mari, in un’area del pianeta collocata tra Tigri ed Eufrate che già la Bibbia indicava come Eden, paradiso terrestre.
L'area abitata dal popolo curdo
Poco – nel migliore dei casi – o nulla, sappiamo della storia di questo Paese e di quella del suo popolo che, i casi della vita, ha portato ad interagire con califfi e rappresentati di colonie straniere. Sappiamo, da poche settimane, che sul confine turco-siriano c’è una città, chiamata Kobane e che, da quelle parti, viveva, tra il 1040 e il 1130, un astronomo, matematico e poeta, famoso per le sue “Quartine” - Omar Khayyam – alle quali Fabrizio De André si ispirò per il finale del suo “Non al denaro non all’amore né al cielo” (1971).
Niente o poco più sappiamo: del Kurdistan, della Siria, dell’Iraq e delle loro genti. Ecco perché, da oggi e per quattro sabati consecutivi, con Gianluca Grossi e il suo “Iraq, frammenti di guerra” cercheremo di capire, con immagini e storie, queste “genti diverse venute dall’Est…” al di là di quello che è il nostro sapere.
m.c.




