Non si può restare indifferenti di fronte a questa piccola supercar. L’Alfa 4c lascia il segno ogni volta che la ammiri, ogni volta che ti infili nell’abitacolo, ogni volta che accendi il piccolo 1750. Insomma ogni volta che la guidi. A differenza di altre sportive, magari ben più costose, la noia e l’abitudine non fanno parte del suo DNA. Non è un auto perfetta, per fortuna, e proprio per questo è divertentissima. Il suo propulsore, alle spalle del guidatore, è quasi parte dell’abitacolo; lo puoi vedere nello specchietto retrovisore, lo puoi sentire, eccome, nell’abitacolo.
Gallery - Alfa Romeo 4C
240 cavalli: pochi direbbe qualcuno; in fondo li hanno molti suv e crossover e anche qualche berlina; poca cosa in confronto alle potenze di altre supercar sui 400-500 CV. Vero, ma sull’Alfa 4c la differenza la fa il peso: meno di una tonnellata. L’impiego del carbonio e l’eliminazione di tutti gli orpelli superflui ai quali siamo abituati hanno contribuito a un risultato eccezionale in termini di prestazioni; basti pensare a un’accelerazione da 0-100 km/h in 4,5 secondi, e, in contrapposizione, a una frenata con spazi d’arresto cortissimi e senza tentennamenti. E a proposito di prestazioni avremmo voluto testare in pista il launch control, un dispositivo di serie che permette accelerazioni brucianti, ovviamente da non utilizzare ai semafori. Guai però a lasciarsi prendere la mano. Come un purosangue, esige polsi fermi soprattutto sul bagnato; lo sterzo, non assistito, richiede impercettibili correzioni, mentre in manovra è sufficiente muovere la vettura per allegerirlo. Cambio sequenziale (manuale non disponibile) con palette al volante: rapido ma con qualche innesto un po’ brusco. Come in tutte le Alfa vi sono tre modalità di guida: Dynamic, Normal; All weather (bagnato).
Sistemarsi nell’abitacolo richiede una certa dose di agilità. Non si sale ma si scende superando il brancardo in carbonio. Ma una volta seduti, tutto è a porta di mano: anche i più alti non hanno problemi. La qualità dei materiali è buona anche se alcuni comandi, come quelli della ventilazione, sono piuttosto poveri. Superfluo l’impianto audio: solo un peso in più e probabilmente inutile. La musica da ascoltare sulla 4C è un’altra: una inimitabile sinfonia di borbottii e ruggiti.
Prezzo: 71.000 al quale aggiungere assolutamente i sensori posteriori. Senza, posteggiare in retromarcia, si rivela un’impresa.
Riccardo Tettamanti




