L'applicazione dell'iniziativa Weber che limita il numero delle residenze secondarie, accolta dal popolo l'11 marzo, si sta rivelando un vero rompicapo.
Il testo mostra tutti i suoi limiti, secondo l'Associazione dei comuni e delle regioni di montagna ticinesi, la quale ritiene che debba semplicemente essere accantonato. La norma, afferma la CoReTi, difficilmente può convivere nella Costituzione con principi quali il federalismo, la garanzia della proprietà privata e l'autonomia comunale e cantonale.
Il problema delle case di vacanza esiste, ma non dovunque, e andava affrontato in modo puntuale con soluzioni locali, si legge in un comunicato, e non con una direttiva valida su tutto il territorio nazionale.





