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In vigore da oggi, sabato, una norma che mette in difficoltà molte imprese svizzere attive nel ramo alimentare

  • 13.12.2014, 14:28
  • 4 maggio, 13:56
Si vuole garantire la corretta informazione del consumatore

Si vuole garantire la corretta informazione del consumatore

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Collaborare con un prestatore di servizi stabilito nell'Unione Europea o, preferibilmente, costituire una filiale sull'esempio di quanto fatto da Camille Bloch: sono le due opzioni che si offrono da oggi, sabato, alle aziende extracomunitarie (e quindi anche svizzere) che esportano prodotti alimentari verso i Ventotto. Entra infatti in vigore la norma che, fra le altre cose, impone l'obbligo di indicare sull'imballaggio un recapito in uno degli Stati membri.

Il problema si pone in particolare per le piccole e medie imprese, perché i grandi gruppi hanno già sedi proprie nell'UE. L'operatore indicato sull'etichetta non deve essere il responsabile del contenuto del prodotto, quanto dell'accuratezza di quanto riportato sulla confezione, dall'origine ai dati nutrizionali. In questo modo Bruxelles intende assicurarsi un interlocutore di riferimento.

RG/pon

RG 12.30 del 13.12.2014 La corrispondenza di Antonio Salimbeni

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