"Il downgrade riflette l'atteso deterioramento di bilancio nei prossimi tre anni": con questa giustificazione l'agenzia Fitch ha annunciato il declassamento della nota di credito degli Stati Uniti, che perdono la tripla A. Il rating che ne attesa l'affidabilità come debitore scende ad AA+ con prospettive stabili.
Standard & Poor aveva già adottato il medesimo provvedimento nel 2011, nel mezzo di un braccio di ferro per l'aumento del tetto sul debito. Un braccio di ferro poi ripetutosi a più riprese e per l'ultima volta quest'anno. In giugno - in extremis - era stata raggiunta un'intesa che sospende fino al 2025 il limite massimo fissato per legge.
Moody's è così ora l'unica agenzia che al momento assegna ancora la tripla A Stati Uniti, la nota massima. La segretaria al tesoro Janet Yellen ha criticato la decisione di Fitch, definendola "arbitraria" e "obsoleta", in quanto basata su informazioni datate. Ma secondo l'agenzia, al Governo manca una strategia fiscale di medio termine, aggiunge Fitch prevedendo una recessione americana nel quarto trimestre del 2023 e nel primo trimestre del 2024. Il prodotto interno lordo - stima Fitch - crescerà quest'anno dell'1,2%, in deciso rallentamento rispetto al +2,1% del 2022, per poi fermarsi al +0,5% nel 2024. L'agenzia prevede un aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve in settembre. Il debito statunitense è del 112,9% rispetto al PIL del 2023, mentre la media dei Paesi con tripla AAA è del 39%.
La decisione di Fitch ha avuto immediatamente ripercussioni sui mercati finanziari: a metà mattina le borse europee erano tutte in rosso di oltre l'1% e risultavano in flessione anche i future su Wall Street.

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Notiziario 02.08.2023, 10:12
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