In Mali, nonostante il conflitto, la Svizzera continua a mediare tra il Governo e il Movimento nazionale per la liberazione dell'Azawad, un gruppo tuareg che non dispone di truppe nei territori del nord del paese.
Il segretario di Stato Yves Rossier ha confermato al domenicale svizzerotedesco Der Sonntag che diplomatici elvetici sono sul posto.
Si prepara il dopoguerra
I colloqui mirano ad anticipare il contesto del dopoguerra per offrire agli individui migliori prospettive. Chi vuole partecipare al dialogo deve rinunciare al terrorismo e alla Sharia, riconoscere l'unità territoriale del paese e rispettare le minoranze.
Voltafaccia islamico
Le trattative condotte tra il governo del Mali e i tuareg dell'MLNA erano state sospese in dicembre quando si intravvedeva una soluzione. "Il giorno della firma, gli islamisti dell'Ansar Dine (difensori dell'Islam) hanno fatto marcia indietro. Hanno abbandonato il tavolo dei negoziati e hanno cominciato ad attaccare il sud del paese", ha spiegato Yves Rossier.
Intervento militare "legittimo"
Allo stato attuale della situazione, l'intervento militare francese nel Mali è ritenuto come "legittimo" dal segretario di Stato. Se gli insorti islamisti avessero occupato la città di Mopti, a nord di Bamako, "avrebbero avuto la strada libera per conquistare la capitale". Questa situazione avrebbe condotto a suo avviso "ad un bagno di sangue".
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RG 12.30 FORNASIER - CH-MALI 20.01.13.MUS
RSI Info 20.01.2013, 13:31
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