Circa la metà dei cantoni autorizza i comuni a dare via libera a nuove abitazioni secondarie sino alla fine del 2012, nonostante le raccomandazioni contrarie di Berna, dopo il sì popolare all'iniziativa volta a limitarne la costruzione.
Il fronte permissivo riguardo alle richieste di costruzione è guidato dalla Conferenza dei governi di cantoni alpini (CGCA), che comprende Ticino, Grigioni, Vallese, Uri, Glarona, Nidvaldo e Obvaldo e alla quale si sono affiancati Berna e Friburgo. Anche Lucerna e Zugo sono sulla stessa lunghezza d'onda, seguendo una presa di posizione della Conferenza dei direttori delle costruzioni della Svizzera centrale. Neutrale rimane Svitto.
Disposizioni transitorie
In base all'iniziativa dell'ambientalista Franz Weber, divenuta articolo costituzionale dopo il sì alle urne dell'11 marzo scorso, «la quota di abitazioni secondarie rispetto al totale delle unità abitative e della superficie lorda per piano utilizzata a scopo abitativo di un Comune non può eccedere il 20 per cento». I cantoni alpini invocano le disposizioni transitorie, secondo le quali «i permessi di costruzione per residenze secondarie concessi tra il primo gennaio che segue l'accettazione dell'articolo 75b e l'entrata in vigore delle disposizioni tansitorie sono nulli». Permessi nulli soltanto dal primo gennaio 2013, dunque, interpretano i cantoni di montagna.
Congelamento delle richieste
Dopo il voto popolare, la consigliera federale Doris Leuthard, ministra dell'ambiente, aveva per contro dichiarato che il nuovo articolo costituzionale entrava in vigore immediatamente. Il suo dipartimento ha raccomandato ai cantoni di congelare provvisoriamente le nuove richieste di costruzione. Per i cantoni alpini, il blocco dei permessi non ha un un solido fondamento. A loro avviso, chi presenta una richiesta ha legalmente il diritto di ottenere un'autorizzazione entro i termini previsti.
Nessuna disobbedienza, concezioni diverse
Fadri Ramming, segretario generale della CGCA interpellato dall'ats, non vuol sentire parlare di «disobbedienza» nei confronti della Confederazione. Si tratta di due concezioni diverse del diritto, sostiene. E aggiunge che parecchi professori di diritto pubblico condividono la concezione dei cantoni alpini.
L'iniziativa ha suscitato assai meno polemiche in Romandia - Vallese a parte - che nella Svizzera tedesca o in Ticino. Nei cantoni di Ginevra e Neuchâtel non è praticamente argomento di discussione. Vaud, dove risiede Franz Weber, non ha ancora definito
la sua posizione: un gruppo di lavoro è all'opera.
Il canton Grigioni sostiene che la competenza e la responsabilità nella valutazione delle richieste di costruzione spetta in fin dei conti ai soli comuni. «Per una chiarezza e sicurezza definitive in materia si devono aspettare eventuali sentenze di tribunali», ritiene il Dipartimento grigionese dell'economia pubblica.




