Economia e Finanza

Lavoro in Svizzera: 300’000 nuovi posti in cinque anni

Dopo il boom occupazionale post-pandemia, i segnali di rallentamento si moltiplicano e le aziende sono più caute nelle assunzioni

  • 2 ore fa
  • 2 ore fa
Il settore sanitario richiede un numero di personale particolarmente elevato
02:21

RG 12.30 del 04.04.26: il servizio di Alessio Veronelli

RSI Info 04.07.2026, 13:31

  • ©Archivio Ti-Press/Gabriele Putzu
Di: Manuel Rentsch/SRF News, articolo originale - Redazione RSI Info, adattamento

Il mercato del lavoro svizzero ha vissuto cinque anni di crescita dopo lo shock della pandemia. Tra il quarto trimestre del 2020 e quello del 2025 sono stati creati circa 300’000 nuovi posti di lavoro. Lo rileva l’analisi quinquennale con le prospettive per il 2026 pubblicata dall’Ufficio federale di statistica.

Oggi in Svizzera lavorano più persone che mai. Secondo la statistica della popolazione attiva, il numero di occupati è salito a 5,4 milioni, con un aumento di oltre il 5% in cinque anni. Un’altra rilevazione, la statistica dell’occupazione basata su sondaggi presso le aziende, registra addirittura una crescita del 7,5%, per un totale di 5,5 milioni di occupati.

La crescita rallenta

Entrambe le statistiche mostrano però un rallentamento. Il mercato del lavoro ha perso dinamismo e vengono creati meno posti rispetto al periodo immediatamente successivo alla pandemia. Lo confermano anche i dati sui posti vacanti: nel 2022 erano 123’000, a fine 2025 solo 86’000, con una tendenza al ribasso.

I nuovi impieghi sono stati creati per diverse ragioni: l’effetto di recupero dopo il blocco economico, le numerose pensioni della generazione dei baby boomer e la necessità di personale aggiuntivo in diversi settori, tra cui: sanità, assistenza sociale, amministrazione pubblica e scuole.

Forte aumento della manodopera straniera

Il bisogno di manodopera è stato soddisfatto da molti datori assumendo all’estero. In cinque anni il numero di lavoratori stranieri è aumentato del 15%, raggiungendo i 2 milioni. Nello stesso periodo la manodopera svizzera è cresciuta dello 0,4%, attestandosi a 3,6 milioni.

“L’aumento della manodopera straniera è il risultato di una forte immigrazione”, scrive l’UST. Senza le naturalizzazioni l’effetto sarebbe stato ancora maggiore. Tra il 2020 e il 2024 circa 120’000 lavoratori stranieri hanno ottenuto la cittadinanza svizzera. Senza queste naturalizzazioni, la manodopera straniera sarebbe aumentata del 21,8%, mentre quella svizzera sarebbe diminuita del 2,9%.

Nel quarto trimestre del 2025 il 35,8% della popolazione attiva era straniera, contro il 32,8% di cinque anni prima.

Salari in crescita

Del mercato del lavoro robusto degli ultimi anni hanno beneficiato anche i lavoratori. Nel 2025 i salari reali in Svizzera sono aumentati dell’1,6%, la crescita maggiore dal 2009. Un fattore determinante è stata la stabilità dei prezzi, con un’inflazione di appena lo 0,2%.

Tradizionalmente il lavoro a tempo parziale è più diffuso tra le donne che tra gli uomini. L’anno scorso il 58% delle donne ha lavorato a tempo parziale, contro il 21% degli uomini. Tuttavia si registra un certo cambiamento: tra gli uomini il part-time è aumentato di 3 punti percentuali in cinque anni.

Secondo l’UST il divario salariale tra donne e uomini si è ridotto. Nel 2024 il salario mediano degli uomini era superiore dell’8,4% rispetto a quello delle donne, contro una differenza del 23,7% nel 1994.

Il mercato si indebolisce

I dati mensili più recenti indicano che il mercato del lavoro ha superato il picco. A maggio gli uffici regionali di collocamento hanno registrato 140’000 disoccupati, quasi il 10% in più rispetto all’anno precedente.

Le aziende devono fare i conti con le incertezze globali. L’intelligenza artificiale sta trasformando molte professioni e le imprese sono più caute nelle assunzioni. Il boom occupazionale degli ultimi anni sta perdendo smalto.

Secondo i dati dell’Università di Zurigo anche la carenza di manodopera qualificata si è attenuata. Restano richieste figure nei settori sanitario, edile e tecnico, mentre la domanda cala per professioni d’ufficio, informatiche e finanziarie.

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare