La Procura di Torino ha aperto un'indagine contro ignoti per tentato omicidio in relazione all'incursione compiuta nella notte di ieri da una trentina di militanti NO TAV a Chiomonte (Val di Susa) dove è in corso di realizzazione la linea ferroviaria veloce per Lione.
Per gli inquirenti si tratta di un autentico "atto di guerra"
Gli inquirenti hanno individuato nell'attacco bombe carta, molotov e un mortaio artigianale in quello che è stato definito un "atto di guerra". I pubblici ministeri incaricati delle indagini procederanno anche per danneggiamento, porto abusivo di materiale esplosivo e altri reati minori.
Accertamenti sono in corso anche su un blog del movimento contrario alla galleria in cui gli operai vengono "condannati" per la loro "scelta egoistica" che "li mette fuori dalla comunità".
Il ministro Lupi: la TAV rimane una priorità per l'Italia
Dal canto suo il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi, ha rimarcato che la TAV non deve essere considerata come una struttura d'interesse locale, ma è al contrario un'opera d'interesse internazionale e va perciò ritenuta a tutti gli effetti come una priorità assoluta per l'Italia e l'economia del paese. Lupi ha anche ribadito che la decisione di riunire ieri a Torino, dopo gli ultimi attacchi contro il cantiere della Torino-Lione in Val di Susa, il Comitato nazionale per l'ordine pubblico e la sicurezza "è stato un segnale forte che il Governo e lo Stato volevano dare".
A Chiomonte i cittadini sono molto preoccupati
Il sindaco di Chiomonte, Renzo Pinard, ha dichiarato che la strategia contro il cantiere sta cambiando e stanno avanzando frange estremiste politicizzate che suscitano nei cittadini della località piemontese una profonda preoccupazione. Lo stesso Pinard è stato oggetto più volte di minacce e atti vandalici, in relazione alle sue posizioni a favore della Torino-Lione. Secondo il sindaco, " se il mio Stato dice che è un'opera necessaria, io posso discutere su come realizzarla, ma pensare che essa possa diventare momento di sfogo e scontro politico per personaggi che giustificano la loro campagna elettorale mi trova in disaccordo". Si tratta, a suo avviso, di un'evidente strumentalizzazione.
Per il sindacato indipendente dei poliziotti, "in Val di Susa si cerca il morto"
Franco Maccari, segretario generale del sindacato indipendente di Polizia (COISP), ha dichiarato che "in Val di Susa si cerca il morto, ma noi non siamo disposti a essere la carne da macello". Il suo commento giunge alla luce degli ultimi assalti al cantiere per la costruzione della TAV a Chiomonte. "Quanto è successo la scorsa notte", ha quindi concluso Maccari, "è di una gravità inaudita: gli agenti di presidio sono stati chiusi nel cantiere con lucchetti per impedirne la fuga e quindi fatti oggetto del lancio di molotov, bombe carta, razzi e fumogeni, addirittura con un mortaio artigianale". È stato un vero assalto militare che, per il segretario del sindacato, poteva finire in un massacro.





