Abdel sorseggia del té fumante, mentre se ne sta seduto davanti al suo negozio di souvenirs e porcellane nel centro storico di Betlemme. Scuote la testa, quando vede passare i turisti. “Non spendono più molti soldi qui. Nemmeno a Natale. Arrivano a bordo dei bus dei tour operator israeliani, visitano i luoghi sacri e poi ritornano dall’altra parte del muro” ci dice, davanti ad una Piazza della Mangiatoia addobbata a festa. Nonostante le festività diano un po' di sollievo, evidenzia che “il nostro Natale finisce nelle tasche di Israele. Tanti negozi sono stati chiusi. In pochi si fermano a dormire e non si affidano ai nostri operatori turistici per le escursioni” sottolinea. Alla Cisgiordania del turismo di fine anno rimane la fetta più piccola.
"Loro fanno gli affari veri"
La situazione ci è confermata anche da Essam, uno dei taxisti che, subito dopo i cancelli del muro che separa Israele dai Territori, attendono impazienti i visitatori che valicano la frontiera senza essere accompagnati. "Sono gli israeliani a fare gli affari veri, anche nella nostra terra. Vendono i loro pacchetti, le visite guidate, i viaggi in bus e a noi non rimane nulla" sottolinea prima di ripartire.
Davide Paggi
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RG 18.30 Il servizio di Michele Giorgio del 23.12.2013
RSI Info 24.12.2013, 21:43










