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Guerra in Medio Oriente

“L’attacco all’Iran è costato finora 25 miliardi”

Lo ha affermato un funzionario statunitense in un’audizione al Congresso, ma secondo fonti della CNN la spesa sarebbe doppia - Israele abborda le navi della nuova Flotilla

  • Ieri, 06:27
  • Un'ora fa
Il segretario alla difesa Hegseth in audizione mercoledì

Il segretario alla difesa Hegseth in audizione mercoledì

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Di: Redazione RSI Info 
  • La guerra contro l’Iran è costata finora agli Stati Uniti 25 miliardi di dollari, in gran parte a causa delle decine di migliaia di bombe e missili utilizzati. Lo ha detto il controllore del dipartimento della difesa, Jay Hurst, in un’audizione al Congresso. Secondo fonti della CNN, tuttavia, la spesa sarebbe doppia

  • Sempre secondo la CNN, gli USA si aspettano una nuova proposta di pace iraniana

  • La marina israeliana ha abbordato nel Mediterraneo decine di navi di una nuova Flotilla per Gaza, 175 attivisti fermati e portati verso Israele - Sani e salvi gli otto svizzeri

  • A due mesi dall’inizio della guerra degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, i bombardamenti sono sospesi, ma lo Stretto di Hormuz è ancora bloccato. E il presidente statunitense Donald Trump sarebbe pronto a mantenere a lungo il blocco per fare pressione sull’economia iraniana.

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01:57

Guerra in Iran, Trump respinge la proposta iraniana

Telegiornale 28.04.2026, 20:00

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52 minuti fa

"L'uranio iraniano è a Isfahan"

“La maggior parte dell’uranio arricchito dell’Iran è custodito nel complesso atomico di Isfahan” lo ha dichiarato Rafael Grossi, direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica in un’intervista alla Associated Press . Una valutazione che si basa su immagini satellitari. L’Iran infatti, dopo la guerra di 12 giorni dell’anno scorso, ha impedito l’accesso ai suoi siti nucleari da parte degli ispettori internazionali.

01:32

RG 12.30 del 30.04.2026 Il servizio di Bettina Müller

RSI Info 30.04.2026, 12:41

Un'ora fa

CNN: gli USA attendono una nuova proposta iraniana

Gli Stati Uniti attendono la proposta di pace rivista dell’Iran, che potrebbe arrivare entro domani. Lo affermano alla CNN fonti vicine alla mediazione. Donald Trump ha dichiarato ieri che i negoziati per porre fine alla guerra con l’Iran si stanno svolgendo “telefonicamente” perché “non si effettuano più voli” di 18 ore verso Islamabad, dopo che il primo round di colloqui in presenza si è concluso senza un accordo e il secondo è stato annullato.

Un'ora fa

Flotilla, gli otto svizzeri sono sani e salvi

Gli otto svizzeri partiti in direzione di Gaza con la Global Sumud Flotilla stanno bene. E’ quello che riferisce un’attivista che si trova su una delle imbarcazioni dopo che, giovedì notte, la Marina israeliana ha fermato al largo della Grecia una ventina di navi e 175 persone.

“Tutte le imbarcazioni con a bordo i cittadini svizzeri sono sane e salve e sono attualmente nelle acque territoriali greche”, ha detto la vodese Anne Rochat.

Già lo scorso autunno una delegazione di parte elvetica aveva partecipato alla Global Sumud Flotilla. Complessivamente 19 svizzeri figuravano fra gli oltre 450 militanti.

2 ore fa

Borse europee in negativo, il petrolio continua la sua corsa

Le borse europee restano in territorio negativo a metà seduta in scia ai rischi di escalation in Iran ma recuperano un po’ di terreno mentre si attendono le decisioni della Bank of England e della BCE sui tassi, dopo che ieri la Fed ha congelato la riduzione del costo del denaro.

Parigi cede l’1,1%, Milano lo 0,6%, Francoforte lo 0,3% e Madrid lo 0,5% mentre Londra sale dello 0,4%. Qualche spunto incoraggiante è arrivato dal Pil tedesco, italiano e spagnolo, tutti migliori delle attese, mentre quello francese delude le aspettative di crescita.

In leggero recupero anche i future a Wall Street, con gli indici di NASDAQ e S&P 500 che si muovono attorno alla parità mentre il petrolio riprende dai massimi segnati nella notte, quando il Brent ha superato i 126 dollari al barile: il petrolio del Mare del Nord sale del 2,8% a 121,4 dollari mentre il WTI texano dell’1% a 108 dollari.

Oggi, 10:14

Presidente Iran: Blocco porti da parte USA "destinato al fallimento"

Il presidente iraniano ha affermato giovedì che il blocco dei porti del suo Paese da parte degli Stati Uniti è “destinato al fallimento” e non farebbe altro che aggravare le tensioni nel Golfo.

“Qualsiasi tentativo di imporre un blocco marittimo è contrario alle leggi internazionali (...) ed è destinato al fallimento”, ha assicurato Massoud Pezeshkian in un comunicato, dopo che un alto funzionario della Casa Bianca aveva accennato a una possibile proroga di tale blocco “per diversi mesi”.

Mentre queste dichiarazioni hanno contribuito a provocare un’impennata dei prezzi del petrolio, il presidente iraniano ha ritenuto che tali misure di blocco “non solo non consentissero di migliorare la sicurezza regionale, ma costituissero una fonte di tensione e un disturbo alla stabilità a lungo termine del Golfo”.

Oggi, 10:12

Dirigenti calcio iraniani via dal Canada e Ottawa: "Pasdaran non hanno posto" nel Paese

I Guardiani della Rivoluzione, l’esercito ideologico di Teheran, “non hanno posto” in Canada, ha dichiarato mercoledì Ottawa, dopo che i dirigenti della Federazione calcistica iraniana hanno annullato la loro partecipazione al congresso della FIFA adducendo come motivo gli “insulti” subiti dalla polizia dell’immigrazione canadese.

Secondo i media iraniani, il presidente e il segretario generale della federazione hanno lasciato il Canada a causa del comportamento offensivo della polizia dell’immigrazione al loro arrivo all’aeroporto di Toronto.

Oggi, 09:59

Washington punta ancora a creare una coalizione internazionale

L’amministrazione statunitense ha chiesto alle proprie ambasciate di cercare di convincere gli alleati ad aderire a una coalizione internazionale incaricata di garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato giovedì dal Wall Street Journal.

Citando un telegramma del Dipartimento di Stato americano, il quotidiano rivela l’esistenza di un progetto denominato “Meccanismo per la libertà marittima”, attraverso il quale una coalizione guidata dagli Stati Uniti condividerebbe informazioni, coordinerebbe la propria azione diplomatica e farebbe applicare le sanzioni.

Lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita solitamente un quinto degli idrocarburi consumati nel mondo, rimane soggetto a un doppio blocco iraniano e americano.

Oggi, 09:34

Air France, nel 2026 +2,4 miliardi spesi per il carburante

Air France si attende di spendere nel 2026 9,3 miliardi di dollari in carburante per i propri aerei, con un incremento di 2,4 miliardi rispetto al 2025, a causa dell’acuirsi delle tensioni in Medio Oriente e della guerra in Iran. Lo si legge nella nota sui risultati del primo trimestre della compagnia aerea francese.

L’aumento del prezzo del carburante derivante dallo scoppio della guerra “non è visibile nel primo trimestre a causa del ritardo” con cui impatta sulla dinamica dei prezzi.

La compagnia francese è però stata costretta a rivedere le previsioni per il 2026 “a causa dell’attuale incertezza geopolitica”, con la capacità in aumento dal +2% al +4% rispetto al 2025 e le spese per investimento nette riviste da circa 3 miliardi a meno di 3 miliardi.

Oggi, 09:31

Petrolio va fino a 126 dollari per i timori di una guerra prolungata

Il petrolio balza ai livelli più alti da almeno quattro anni, mentre cresce il pessimismo su una rapida fine del conflitto in Medio Oriente. Il Brent ha toccato giovedì notte i 126,41 dollari al barile, per poi ripiegare a 123,81 (+4,9%) verso le 7.30 GMT, mentre il WTI del Texas sale del 2,3% a 109,35 dollari.

Sui mercati si teme che gli Stati Uniti possano riprendere gli attacchi all’Iran, scatenando la risposta di Teheran e facendo ripiombare la regione nel caos.

Oggi, 09:29

Israele: Fermati 175 attivisti della Flotilla, intercettate 21 barche

Il ministero degli Esteri israeliano ha dichiarato che la Marina ha fermato circa 175 attivisti della Global Sumud Flotilla e intercettato 21 delle 58 imbarcazioni. Lo riportano i media israeliani.

Il ministero ha diffuso un video che, a suo dire, mostrava il ritrovamento di “preservativi e droga” a bordo di una delle imbarcazioni intercettate.

Gli attivisti hanno affermato di aver subito un “violento raid in acque internazionali”, durante il quale le forze israeliane avrebbero “sistematicamente messo fuori uso diverse imbarcazioni della Global Sumud Flotilla”.

Oggi, 08:31

CNN: La guerra in Iran costa agli Stati Uniti 40-50 miliardi"

La stima di 25 miliardi fornita da un alto funzionario del Pentagono in merito al costo totale della guerra con l’Iran fino a oggi è una cifra al ribasso, che non include il costo della riparazione dei danni ingenti subiti dalle basi statunitensi nella regione.

È quanto riferito alla CNN da tre persone a conoscenza dei fatti. Una delle fonti ha affermato che la stima reale del costo si aggira intorno ai 40-50 miliardi di dollari, tenendo conto delle spese di ricostruzione delle installazioni militari USA e della sostituzione delle infrastrutture distrutte.

Gli attacchi iraniani nel Golfo nei primi giorni di guerra hanno danneggiato gravemente almeno nove siti militari americani in 48 ore, colpendo strutture in Bahrein, Kuwait, Iraq, Emirati Arabi Uniti e Qatar, come riportato dalla CNN.

Oggi, 07:18

Bessent: "USA hanno bloccato quasi mezzo miliardo in criptovalute dell'Iran"

Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato che Washington ha sequestrato “quasi mezzo miliardo” di dollari in criptovalute iraniane e che l’”Operazione Furia Economica” ha gettato il governo di Teheran in una “crisi”.

“Siamo riusciti a sequestrare circa 350 milioni di dollari in criptovalute, a cui si aggiungono altri cento milioni che abbiamo acquisito di recente, arrivando così a quasi mezzo miliardo, e stiamo congelando i conti bancari ovunque”, ha detto Bessent.

Ha aggiunto che Trump aveva ordinato la campagna di pressione economica nel marzo dello scorso anno e gli aveva chiesto di “intensificare ulteriormente la pressione” circa tre settimane fa. Gli Stati Uniti stanno ora facendo pressione su governi e aziende stranieri affinché interrompano i rapporti con l’Iran.

Oggi, 07:02

Flotilla, sono almeno 22 i navigli intercettati da Israele

Sono almeno 22 le navi della Global Sumud Flotilla ‘intercettate’ dalla Marina israeliana al largo di Creta. E’ quanto risulta dal ‘tracker’ nautico accessibile dal sito internet degli attivisti. Il dato è aggiornato alle 4:23 del mattino.

Sempre secondo lo stesso sito, a quell’ora risultavano 36 imbarcazioni ancora ‘in navigazione’.

La mappa mostra le navi intercettate a ovest dell’isola greca di Creta. Quelle ancora in navigazione sembrano puntare verso la costa meridionale dell’isola. Due imbarcazioni invece appaiono in rotta verso nord, in direzione della Grecia continentale.

Oggi, 06:16

Trump a Netanyahu: "In Libano devi fare attacchi più precisi"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto al primo ministro Benjamin Netanyahu che Israele dovrebbe intraprendere solo azioni militari “chirurgiche” in Libano ed evitare una ripresa completa della guerra: lo ha dichiarato lo stesso Trump ad Axios in un’intervista telefonica.

Trump ha parlato con Netanyahu ogni giorno questa settimana e, durante le loro conversazioni, Netanyahu ha detto a Trump che dovrà intensificare la risposta israeliana agli attacchi di Hezbollah, secondo quanto riferito da funzionari israeliani.

“Ho detto a Netanyahu che deve agire in modo più mirato. Non abbattere edifici. Non può farlo. È troppo terribile e fa fare brutta figura a Israele”, ha dichiarato Trump ad Axios; ha sottolineato di apprezzare il Libano e la sua leadership e di credere che il Paese possa “rinascere”.

Oggi, 06:09

Briefing di Trump con i vertici militari sulla situazione in Iran

Il presidente americano Donald Trump dovrebbe ricevere oggi giovedì un briefing sui nuovi piani di potenziale azione militare contro l’Iran dai comandanti, dall’ammiraglio Brad Cooper, a capo del CENTCOM, a conferma che il repubblicano ha in seria considerazione la ripresa di azioni militari per superare lo stallo negoziale e sferrare il colpo finale prima di porre fine alla guerra.

Tra le ipotesi, riferisce Axios in base a più fonti, figura la conquista di parte dello Stretto di Hormuz per riaprirlo alla navigazione commerciale, un blitz per mettere in sicurezza l’uranio iraniano altamente arricchito e attacchi “brevi e potenti”.

Ieri, 23:49

Pentagono: la guerra contro l’Iran è costata finora 25 miliardi

La guerra contro l’Iran è costata finora agli Stati Uniti 25 miliardi di dollari, in gran parte a causa delle decine di migliaia di bombe e missili utilizzati. Lo ha detto il controllore del dipartimento della difesa, Jay Hurst, in un’audizione al Congresso. È la prima volta che il Pentagono fornisce pubblicamente una stima dei costi dell’operazione militare “Epic fury”. Da parte sua il capo degli stati maggiori congiunti USA, il generale Dan Caine, ha detto che 14 soldati USA sono morti dall’inizio dell’operazione militare contro l’Iran. Il conteggio ufficiale del Pentagono, aggiornato ad oggi, parla però solo di 13.

Ieri, 23:34

i24News, fonte sicurezza israeliana conferma intercettazione Global Sumud Flotilla

Una fonte della sicurezza israeliana conferma che la Marina israeliana ha avviato l’intercettazione della Global Sumud Flottilla, attualmente situata vicino all’isola greca di Creta. In precedenza, il Ministero degli Esteri israeliano aveva dichiarato: “La forza motrice dietro la provocazione della flottiglia è Hamas, in collaborazione con provocatori professionisti, con l’obiettivo di sabotare la transizione del piano di pace del Presidente Trump alla sua seconda fase”. Lo scrive i24News, un canale televisivo israeliano all-news satellitare e internazionale con sede al porto di Giaffa, Tel Aviv.

Ieri, 23:33

Attivista Flotilla, 'prime barche intercettate in acque internazionali'

“Siamo a bordo della Global Sumud Flotilla, in questo momento le prime barche stanno venendo intercettate in acque internazionali con dei gommoni e delle barche”. Lo racconta in un video una delle attiviste a bordo della missione. “Noi siamo pronti per le intercettazioni ma vogliamo dire che chiunque sta bloccando questa missione umanitaria non violenta deve vergognarsi - aggiunge -. Tutto quello che chiediamo è lo stop all’assedio israeliano”.

Ieri, 23:30

Global Sumud Flotilla, le nostre navi fermate da motoscafi israeliani

“Le nostre imbarcazioni sono state avvicinate da motoscafi militari, che si sono autodefiniti “israeliani”, i quali, puntando laser e armi d’assalto semiautomatiche, hanno ordinato ai partecipanti di spostarsi a prua e di mettersi a quattro zampe. Le comunicazioni delle imbarcazioni sono interrotte ed è stato lanciato un SOS”. È quanto comunica la Global Sumud Flotilla.

Ieri, 20:34

USA: portaerei Gerald Ford lascia il Medio Oriente

La portaerei USS Gerald Ford lascerà il Medio Oriente e inizierà il viaggio di ritorno verso gli Stati Uniti nei prossimi giorni. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti. La portaerei è una delle tre presenti in Medio Oriente insieme alla USS George H. W. Bush e la USS Abraham Lincoln.

Ieri, 20:31

Trump: "Con Putin abbiamo parlato dell'Ucraina e un po' dell'Iran"

“Con Putin abbiamo parlato dell’Ucraina e un po’ dell’Iran”. Lo ha detto il presidente USA Donald Trump in un colloquio con i giornalisti alla Casa Bianca. “Troveremo una soluzione”, ha aggiunto. “Putin potrebbe annunciare una piccola tregua in Ucraina”, ha confermato Trump dopo la telefonata con il leader del Cremlino. Il presidente russo “mi ha detto di voler aiutare nella guerra contro l’Iran”. “Io gli ho chiesto di aiutare nella guerra in Ucraina”, ha aggiunto.

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01:52

Putin chiama Trump

Telegiornale 30.04.2026, 12:30

Ieri, 19:15

Petrolio: il Brent a ridosso dei 120 dollari

Il Brent si spinge a ridosso dei 120 dollari con un rialzo del 7,15% sui timori di uno stop prolungato dello stretto di Hormuz dopo che il presidente americano Donald Trump - secondo il sito d’informazione americano Axios - ha respinto l’offerta dell’Iran. Stando ad Axios, Trump ritiene che il mantenimento del blocco navale sia la sua principale leva negoziale, ma valuterebbe un’azione militare qualora Teheran continuasse a non cedere. Il WTI sale del 6,9% e punta i 107 dollari al barile.

Ieri, 17:47

Hormuz quasi paralizzato: solo sei navi in transito in 24 ore

Lo Stretto di Hormuz resta di fatto quasi bloccato: secondo dati sul traffico marittimo, nelle ultime 24 ore solo sei navi hanno attraversato il passaggio strategico, contro i circa 125-140 transiti giornalieri registrati prima della guerra. Stati Uniti e Iran restano in stallo sulle condizioni per riaprire la rotta, mentre Washington avverte che eventuali pagamenti a Teheran per ottenere il passaggio esporrebbero anche compagnie non americane al rischio di sanzioni.

Ieri, 17:21

ONU: in Libano 1,2 milioni di persone rischiano la fame

Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, circa 1,2 milioni di persone in Libano, quasi un quarto della popolazione, rischiano di soffrire la fame a causa del peggioramento della sicurezza alimentare legato alla guerra e alla crisi economica. Lo studio, realizzato dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) con il ministero dell’Agricoltura libanese, avverte che conflitti, sfollamenti e fragilità economica stanno rendendo sempre più vulnerabile l’approvvigionamento di cibo e che senza aiuti umanitari la situazione potrebbe peggiorare nei prossimi mesi.

Ieri, 16:38

Israele lascia spazio ai negoziati con l’Iran, ma se falliscono torna l’opzione militare

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar afferma che Israele sta dando una possibilità alla linea negoziale avviata da Donald Trump con l’Iran, ma avverte che in caso di fallimento dei colloqui verrà rivalutata l’opzione militare. Sa’ar ribadisce inoltre che Israele e Stati Uniti sono allineati sull’obiettivo di fermare le ambizioni nucleari di Teheran, mentre sul Libano sostiene che non vi sono intenzioni di occupazione territoriale.

Ieri, 16:04

Il Libano attende dagli Stati Uniti una data per i negoziati con Israele

Il presidente libanese afferma che Beirut è in attesa che gli Stati Uniti fissino una data per un nuovo round di negoziati con Israele. I colloqui, mediati da Washington, dovrebbero inserirsi nel tentativo di consolidare la fragile tregua nel sud del Libano, mentre sul terreno continuano violazioni e attacchi reciproci.

Ieri, 16:00

Media iraniani: Teheran minaccia una risposta militare “senza precedenti” al blocco navale USA

Secondo Press TV, rilanciata anche da Sky News, l’Iran potrebbe preparare “azioni militari concrete e senza precedenti” in risposta al blocco navale statunitense dei porti iraniani. L’emittente cita una fonte di sicurezza secondo cui Teheran avrebbe finora evitato di reagire per lasciare spazio alla diplomazia, ma avverte che gli Stati Uniti dovrebbero aspettarsi presto “un diverso tipo di risposta” se le condizioni iraniane verranno respinte

Ieri, 14:20

In Germania l’inflazione sale al 2,9% in aprile, spinta dall’energia

In Germania l’inflazione è salita al 2,9% in aprile, dal 2,7% di marzo, secondo i dati preliminari dell’istituto federale di statistica. L’aumento è legato soprattutto al rincaro dell’energia, già sotto pressione da settimane per la guerra in Iran e per le tensioni che continuano a pesare sul mercato petrolifero.

Ieri, 13:26

Merz risponde a Trump: confermando i suoi dubbi sul conflitto con l'Iran

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha sottolineato mercoledì che i suoi rapporti con Donald Trump rimangono “buoni e immutati”, dopo aver suscitato l’ira del presidente americano affermando che l’Iran “umilia” gli Stati Uniti.

“Per quanto riguarda i rapporti personali tra il presidente americano e me, rimangono comunque, dal mio punto di vista, buoni e immutati”, ha dichiarato il leader, interrogato durante una conferenza stampa mercoledì a Berlino.

“Ho semplicemente, fin dall’inizio, avuto dei dubbi su ciò che è stato intrapreso lì con questa guerra contro l’Iran, ed è per questo che l’ho espresso”, ha aggiunto, sottolineando che la Germania e l’Europa soffrono delle “conseguenze massicce” del conflitto, in particolare per quanto riguarda l’“approvvigionamento energetico”.

Durante una visita in una scuola lunedì, il leader tedesco aveva affermato che “gli americani non avevano evidentemente alcuna strategia” in Iran e aveva messo in dubbio la loro capacità di trovare “una via d’uscita strategica”, elogiando invece “l’abilità” dei negoziatori iraniani.

“Un’intera nazione è umiliata dai leader iraniani, in particolare dai cosiddetti Guardiani della Rivoluzione”, aveva aggiunto.

Commenti che martedì hanno suscitato una replica di Donald Trump, il quale ha accusato Merz di “non sapere di cosa sta parlando” e di pensare “che sia giusto che l’Iran possieda un’arma nucleare”.

Ieri, 12:53

Uranio arricchito iraniano concentrato a Isfahan, secondo l'AIEA

La maggior parte dell’uranio altamente arricchito dell’Iran si trova probabilmente ancora nel complesso nucleare di Isfahan, che è stato colpito da attacchi aerei lo scorso anno e ha subito attacchi meno intensi durante la guerra tra Stati Uniti e Israele di quest’anno, ha dichiarato all’Associated Press il direttore dell’agenzia nucleare delle Nazioni Unite.

Rafael Grossi ha dichiarato martedì in un’intervista che l’Agenzia internazionale per l’energia atomica dispone di immagini satellitari che mostrano gli effetti degli ultimi attacchi aerei statunitensi e israeliani contro l’Iran e che “continuiamo a ricevere informazioni”.

Le ispezioni dell’AIEA a Isfahan sono terminate quando, lo scorso giugno, Israele ha lanciato una guerra durata 12 giorni che ha visto gli Stati Uniti bombardare tre siti nucleari iraniani. L’agenzia di controllo nucleare delle Nazioni Unite ritiene che una grande percentuale dell’uranio altamente arricchito dell’Iran “fosse immagazzinata lì nel giugno 2025, quando è scoppiata la guerra dei 12 giorni, e che sia rimasta lì da allora”, ha detto Grossi.

Ieri, 12:50

Petrolio Brent oltre i 114 dollari al barile: è il livello più alto da giugno 2022

Mercoledì i prezzi del petrolio erano in rialzo, con i due principali indici mondiali del greggio che si attestavano ben al di sopra dei cento dollari al barile. A pesare sono la mancanza di progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz.

Verso le 11.15, il prezzo del barile di Brent del Mare del Nord è salito del 3,1% a 114,70 dollari, il livello più alto dal giugno 2022. Il suo equivalente americano, il WTI, è salito del 3,6% a 103,59 dollari.

Ieri, 12:44

Attacco israeliano, due morti tra cui un soldato libanese nel sud del Paese

Un nuovo attacco israeliano nel sud del Libano ha causato la morte di un soldato e di suo fratello, ha riferito mercoledì l’esercito libanese, mentre le ostilità tra Israele e Hezbollah continuano nonostante la tregua.

“Un soldato e suo fratello sono stati uccisi in un attacco israeliano che li ha presi di mira” in una località nel settore di Bint Jbeil, “mentre tornavano a casa in moto dalla base militare”, secondo un comunicato.

Ieri, 12:09

Il rial iraniano ai minimi storici sul mercato nero mentre continua il blocco dei porti

La moneta iraniana ha toccato un nuovo minimo storico sul mercato nero: mercoledì servivano circa 1,8 milioni di rial per acquistare un dollaro, secondo i siti di monitoraggio Bonbast e AlanChand. Il crollo arriva mentre prosegue il blocco statunitense dei porti iraniani e cresce la pressione sull’economia di Teheran.

Ieri, 11:41

Le compagnie aeree europee affrontano crisi più grave dal Covid-19 per la guerra in Iran

Secondo Reuters, le compagnie aeree europee stanno affrontando la sfida più difficile dalla pandemia: il prezzo del cherosene è aumentato di circa l’84% dall’inizio della guerra con l’Iran e cresce il timore di possibili carenze di carburante se il conflitto non si chiuderà presto. L’associazione internazionale del trasporto aereo avverte che il rischio di razionamento esiste soprattutto in Asia e in Europa, mentre la stagione estiva si profila sempre più incerta.

Ieri, 11:26

Continuano gli scontri in Libano tra Hezbollah e l'esercito di Israele

Nella guerra tra Israele e la milizia libanese Hezbollah è attualmente in vigore una tregua, ma gli scontri continuano. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa libanese NNA, cinque membri di una famiglia sono stati uccisi durante un attacco aereo israeliano avvenuto nella notte nel sud del Paese.

A quanto pare, un edificio è stato colpito. L’esercito israeliano non ha rilasciato alcuna dichiarazione in merito alla notizia.

La NNA ha inoltre segnalato ulteriori attacchi aerei israeliani nella città di Bint Jubail, senza però riportare inizialmente notizie di vittime. La località è considerata una roccaforte di Hezbollah.

In mattinata l’esercito israeliano ha segnalato nuovamente attacchi con droni da parte dell’organizzazione sciita proveniente dal paese confinante. Un drone sarebbe stato intercettato prima che potesse penetrare in Israele. In una località di confine israeliana hanno suonato le sirene di allarme.

L’esercito israeliano ha comunicato di aver lanciato in diversi casi missili di difesa contro “un oggetto volante sospetto”, identificato in ciascun caso nelle vicinanze di soldati israeliani nel Libano meridionale. Ha accusato la milizia sostenuta dall’Iran di violare l’accordo di cessate il fuoco.

Ieri, 11:20

Deboli i listini europei mercoledì per il quarto giorno di fila

Sono deboli i listini europei, per la quarta seduta consecutiva, mentre i futures americani si muovono sopra la parità in attesa dell’ultimo meeting della Fed presieduto da Jerome Powell, il quale potrebbe fornire qualche spunto ai mercati. Alla chiusura di Wall Street sono poi attesele trimestrali di Alphabet, Microsoft, Amazon e Meta.

Le Borse europee guardano con timore allo stallo in Medio Oriente e allo stretto di Hormuz che rischia di rimanere bloccato dagli USA per impedire l’export di greggio dall’Iran.

Questo aspetto ha effetti sui prezzi del petrolio che sono risalita: il Brent è oltre i 115 dollari al barile e il WTI sopra soglia dei 103, entrambi in rialzo del 3,5%. Il gas si porta intanto sopra i 44,6 euro (+2,3%). Il biglietto verde è in leggero miglioramento sull’euro che è trattato a 1,17.

Tra i mercati azionari Francoforte contiene le perdite allo 0,23%. Si mette in luce Adidas (+6%) grazie ai risultati migliori delle attese. Parigi e Londra perdono lo 0,55%.

Ieri, 11:17

Mosca: l’uscita degli Emirati Arabi Uniti dall’OPEC potrebbe far scendere il petrolio

La Russia ritiene che l’uscita degli Emirati Arabi Uniti dall’OPEC possa portare a un aumento della produzione da parte dei Paesi esportatori e, di conseguenza, a un calo dei prezzi del greggio. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze Anton Siluanov, avvertendo che senza un coordinamento tra i produttori il mercato potrebbe entrare in una fase di maggiore concorrenza e volatilità.

Ieri, 11:14

Prezzo dei carburanti sempre più elevato in Svizzera

Secondo i dati del Touring Club Svizzero (TCS), in Svizzera il prezzo del carburante è nuovamente aumentato dopo un calo temporaneo. Rispetto alla settimana precedente i consumatori devono sborsare di più soprattutto per la benzina, che ha raggiunto il prezzo più alto mai registrato quest’anno.

“Dopo una riduzione dei prezzi la scorsa settimana, dall’inizio della settimana i prezzi del carburante sono aumentati di circa 5 centesimi”, ha dichiarato mercoledì il portavoce del TCS Marco Wölfli all’agenzia di stampa AWP su richiesta. I prezzi medi per un litro di benzina senza piombo 95 si attestano ora a 1,90 franchi, per la benzina senza piombo 98 a 2,01 franchi e per il diesel a 2,17 franchi. «Per la benzina si tratta anche dei valori massimi annuali», ha affermato Wölfli.

Secondo il TCS, prima dello scoppio della guerra in Iran, a fine febbraio i prezzi erano ancora di 1,67 franchi per la benzina senza piombo 95, di 1,78 franchi per la benzina senza piombo 98 e di 1,79 franchi per il diesel. Di conseguenza, la benzina costa ora circa il 13% in più, mentre il diesel ben il 20% in più.

Ieri, 11:10

Pasdaran dominano strategia militare e decisioni politiche

A due mesi dall’inizio della guerra con Stati Uniti e Israele, l’Iran non ha più un unico e indiscusso arbitro clericale al vertice del potere: Mojtaba Khamenei rimane al vertice del sistema, ma tre persone a conoscenza delle discussioni interne affermano a Reuters, come si legge nel sito, che il suo ruolo è principalmente quello di legittimare le decisioni prese dai suoi generali, piuttosto che di impartire direttive in prima persona.

Secondo funzionari e analisti iraniani, la pressione del periodo bellico ha concentrato il potere in una cerchia ristretta e intransigente, radicata nel Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, nell’ufficio della Guida Suprema e nelle Guardie Rivoluzionarie, che ora dominano sia la strategia militare che le decisioni politiche chiave.

“Gli iraniani sono incredibilmente lenti nelle loro risposte - ha affermato un alto funzionario del governo pakistano informato sui colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti , mediati da Islamabad - A quanto pare non esiste una struttura decisionale unitaria. A volte impiegano da due a tre giorni per rispondere”.

Ieri, 11:07

Trump: Gli iraniani “farebbero bene a darsi una svegliata, e in fretta!”

“Gli iraniani farebbero bene a darsi una svegliata, e in fretta!”, ha minacciato Donald Trump mercoledì sul suo social network Truth, mentre i colloqui tra Washington e Teheran sono completamente in stallo da diversi giorni.

“L’Iran non riesce a darsi una regolata. Non sanno come concludere un accordo” sul nucleare, ha aggiunto, pubblicando una foto di sé in giacca e cravatta nera, con in mano un fucile d’assalto, in mezzo a uno scenario di guerra, accompagnata dal commento: “BASTA FARE I GENTILI!”.

Ieri, 10:55

Nazioni Unite: in Iran 21 esecuzioni e 4’000 arresti dall’inizio della guerra

L’Alto Commissariato ONU per i diritti umani denuncia che in Iran, dall’inizio degli attacchi israelo-americani di fine febbraio, almeno 21 persone sono state giustiziate e più di 4’000 arrestate con accuse legate alla sicurezza nazionale. Tra le esecuzioni, secondo l’ONU, figurano persone colpite per le proteste di gennaio, presunti membri di gruppi d’opposizione e due casi di presunto spionaggio.

Ieri, 08:25

Democratici pronti a far causa a Trump se la guerra va oltre il 1° maggio

I democratici al Congresso degli Stati Uniti starebbero valutando la possibilità di intentare una causa contro il presidente Donald Trump qualora questi dovesse proseguire la guerra in Iran oltre il termine legale di venerdì senza aver ottenuto l’autorizzazione del Congresso. È quanto hanno riferito alla rivista Time diverse fonti informate sulla questione.

Questo scenario potrebbe sfociare in un potenziale scontro costituzionale sui poteri bellici del presidente, mentre il Congresso si prepara a un’altra votazione questa settimana. Le discussioni interne, che non sono ancora state rese pubbliche, sono state descritte dai legislatori come ancora in una

fase iniziale, ma potrebbero intensificarsi nelle prossime settimane se il presidente dovesse continuare le operazioni militari dopo la scadenza del cruciale termine di 60 giorni, fissato per il 1° maggio.

Per quasi otto settimane, i repubblicani hanno respinto i ripetuti tentativi dei democratici di porre fine alle ostilità o di chiedere un’autorizzazione formale. Ai sensi del War Powers Act del 1973, i presidenti devono porre fine alle operazioni militari dopo 60 giorni, a meno che il Congresso non abbia votato per dichiarare guerra o approvato una legge che autorizzi l’uso della forza.

La legge consente una singola proroga di 30 giorni, ma solo se il presidente certifica per iscritto al Congresso che è necessario più tempo per garantire il ritiro in sicurezza delle truppe statunitensi.

Ieri, 07:06

Trump attacca Merz sull'Iran ma senza precisare perché

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha criticato il cancelliere tedesco Friedrich Merz in merito all’Iran e al suo programma nucleare. “Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ritiene accettabile che l’Iran possieda un’arma nucleare. Non ha idea di cosa stia parlando!”, ha scritto Trump martedì sulla sua piattaforma “Truth Social”.

Infatti, se l’Iran avesse un’arma nucleare, il mondo intero sarebbe in balia di quel Paese. “Sto facendo qualcosa riguardo all’Iran che altre nazioni o presidenti avrebbero dovuto fare già da tempo”, ha affermato Trump.

“Non c’è da stupirsi che la Germania stia così male, sia dal punto di vista economico che sotto altri aspetti!” Inizialmente non era chiaro a quali presunte dichiarazioni di Merz si riferisse Trump.

Ieri, 06:46

Reza Pahlavi: "Iraniani devono riprendersi il Paese, ma servono aiuti"

“L’obiettivo finale è che il popolo iraniano si riprenda il proprio Paese. Per farlo ha bisogno di condizioni di parità”. Così si è espresso martedì sera il figlio del deposto scià, Reza Pahlavi.

“Non credo - ha aggiunto - che nessuno possa tirare un sospiro di sollievo finché questo regime esisterà. Il regime si è indebolito, ma non al punto di collassare; ci sono ancora alcune componenti del sistema attive che devono essere affrontate e prese di mira”.

Ha rimarcato: “Quando il regime sarà sull’orlo del collasso, il popolo sarà pronto a prendere il potere. Deve essere una campagna coordinata. Noi, come nazione, stiamo facendo la nostra parte, ma abbiamo bisogno di aiuto esterno”.

Ieri, 06:27

Con il conflitto in Medio Oriente più passaggi dal Canale di Panama

L’agenzia che gestisce il Canale di Panama, in America Centrale, si aspettano più transiti a causa della situazione in Medio Oriente. “L’aspettativa è che questo andamento continui fino a quando la situazione non sarà risolta”. Da ottobre sono stati registrati 300 passaggi in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Ieri, 06:22

Iran: "Per noi la guerra non è finita con il cessate il fuoco"

“Noi non consideriamo la guerra finita dal giorno in cui i combattimenti si sono fermati e c’è stato il cessate il fuoco”. Lo ha detto in un video, ripreso da Al Jazeera, il portavoce dell’esercito iraniano Mohammad Akraminia.

“Non ci fidiamo degli Stati Uniti e dei nostri nemici”, ha aggiunto. “Abbiamo continuato allo stesso modo rispetto a quando era in corso la guerra ad aggiornare la nostra lista di bersagli. Abbiamo continuato l’addestramento, usato l’esperienza del conflitto e abbiamo sia prodotto, sia aggiornato i nostri equipaggiamenti. Per noi la situazione è ancora una situazione di guerra”.

Ieri, 06:19

Video di Hezbollah:, drone contro veicolo trasporto truppe dell'IDF in Libano

Hezbollah ha diffuso un filmato che mostrerebbe un suo drone kamikaze puntare un veicolo per il trasporto truppe dell’esercito israeliano ad al-Qantara, nel Libano meridionale. Lo scrive Al-Jazeera. Il video è stato pubblicato mentre Israele ha emesso nuovi avvisi di evacuazione per le aree del distretto di Tiro, al di fuori della cosiddetta “zona cuscinetto”.

Ieri, 06:15

Trump pronto a un blocco navale prolungato

Il presidente statunitense Donald Trump avrebbe detto ai suoi collaboratori di prepararsi per un prolungato blocco navale nei confronti dell’Iran, secondo quanto riferito martedì dal Wall Street Journal, che cita dei funzionari USA.

In recenti riunioni, Trump avrebbe scelto di continuare a mettere sotto pressione l’economia iraniana e le esportazioni di petrolio, impedendo le spedizioni marittime da e verso i suoi porti. E avrebbe valutato più rischiose altre opzioni, come la ripresa dei bombardamenti o il ritiro dal conflitto.

Ieri, 06:09

La questione nucleare resta al centro dell'attenzione USA

A due mesi dall’inizio della guerra degli Stati Uniti e Israele contro l’Iran i bombardamenti sono sospesi, ma lo Stretto di Hormuz è ancora bloccato.

In un’intervista a Fox News il segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha ribadito che per Washington la questione nucleare è centrale nelle trattative. Tanto che il presidente Donald Trump si sarebbe detto insoddisfatto dell’ultima proposta fatta dagli iraniani.

In sostanza, l’offerta prevedeva la riapertura dello Stretto di Hormuz in cambio della fine della guerra e del blocco navale imposto dagli Stati Uniti. Rimandando però a discussioni future la questione nucleare.

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