In Germania viene definita l’”Alluvione del secolo”: l’ondata di maltempo e piogge torrenziali che il 14 luglio di cinque anni fa travolse una piccola valle a sud di Colonia provocarono una delle peggiori catastrofi naturali nella storia della Germania moderna.
Conseguenze dei mutamenti climatici e del surriscaldamento atmosferico, fenomeni di questo tipo potrebbero però ripetersi in ogni momento e gli ambientalisti accusano il governo di Friedrich Merz di non fare abbastanza per prevenirli.
Caddero fino a 200 litri di acqua piovana al metro quadrato
In alcuni punti della valle dell’Ahr, nella Germania occidentale, quella notte fra il 14 e il 15 luglio del 2021, caddero fino a 200 litri di acqua piovana al metro quadrato. I ruscelli, si trasformarono nel giro di poche ore in enormi torrenti, le cui acque travolsero numerosi villaggi. Centinaia di case e fabbricati fecero crollare ponti e la linea ferroviaria locale e provocarono la morte di ben 185 persone.
Grazie ai fondi d’emergenza messi a disposizione cinque anni fa dal governo tedesco, nel frattempo sono state ricostruite centinaia di case, sono stati innalzati gli argini del fiume e migliorati sistemi di allarme e di soccorso.
Cosa non è stato fatto?
Quello che però non è stato fatto è provvedere a misure in grado di ridurre drasticamente le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Soprattutto, il nuovo governo di grande coalizione guidato dal cancelliere Friedrich Merz non sembra dare all’emergenza climatica la priorità necessaria.
Gli investimenti nelle fonti energetiche rinnovabili sono diminuiti. Gli incentivi per l’acquisto di auto elettriche e di sistemi di riscaldamento sostenibili sono stati ridotti ed è anche ripresa la costruzione di nuovi impianti energetici alimentati a gas o a carbone.





