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Israele e Ahmadinejad, l’alleanza che non ti aspetti

Dopo la rivelazione dei presunti contatti con il Mossad, in vista di un cambio di regime, l’ex presidente iraniano è ora agli arresti domiciliari

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Mahmud Ahmadinejad, un ritorno alla ribalta morto sul nascere
01:27

Radiogiornale del 16.07.26, il servizio di Naima Chicherio

RSI Info 14.07.2026, 13:21

  • Keystone
Di: Radiogiornale - Naima Chicherio / Spi 

Gli anni, dal 2005 al 2013, della presidenza iraniana di Mahmoud Ahmadinejad sono ricordati per le esecuzioni di massa, per le numerose incarcerazioni di oppositori e di rivali, per la violenta repressione del cosiddetto movimento verde che nel 2009 contestava la sua rielezione. Tutt’altro che un moderato, questo 69enne spesso descritto come un “falco” del regime.

Ora ha destato clamore la notizia che, stando a un’inchiesta del New York Times, Israele abbia operato segretamente per almeno due anni per attuare un ribaltamento di potere in Iran, puntando appunto su Ahmadinejad. Tel Aviv per il cambio di regime avrebbe dunque scelto un personaggio fortemente detestato dagli iraniani, che in passato è stato un fautore della linea più dura.

Nuovamente candidato, ma poi escluso dalla lista, alle elezioni presidenziali il 2 giugno 2024

Nuovamente candidato, ma poi escluso dalla lista, alle elezioni presidenziali il 2 giugno 2024

  • Reuters

Questo è il primo paradosso, ma ce ne sono altri, come il fatto che Israele si sia alleato con Ahmadinejad, benché questi abbia espresso per anni il desiderio di distruggere lo Stato ebraico, di farlo sparire dalle mappe e sia anche stato a capo del governo che ha puntato maggiormente sul programma nucleare. Il suo “reclutamento” sarebbe iniziato appunto nel 2024, quando Ahmadinejad ha incontrato agenti del Mossad, i servizi segreti israeliani, in Ungheria, dopo un invito fittizio dell’Università di Budapest.

Proprio nel 2024, dopo la morte del presidente Raisi in un incidente di elicottero, Ahmadinejad si candidò nuovamente alla presidenza dell’Iran, ma il 9 giugno 2024 il Consiglio dei Guardiani lo escluse dalla lista definitiva di sei candidati.

In questi due anni sembra siano riusciti a mantenere riservati questi contatti. Ma ora che Teheran ha preso atto dei piani sovversivi in cui sarebbe coinvolto, si mette male per Ahmadinejad, che già non era più in buoni rapporti né con l’ayatollah Khamenei, né con le Guardie rivoluzionarie. L’ex presidente è sparito il 28 febbraio, proprio il giorno in cui sono iniziati i bombardamenti israelo-americani. È riapparso brevemente per i funerali della Guida suprema, lunedì scorso, e adesso si trova agli arresti domiciliari, in attesa che il regime capisca cosa fare di colui che è ritenuto un traditore.

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