La Camera alta del Parlamento russo ha approvato sabato, su richiesta del presidente Vladimir Putin, l’invio di truppe in Ucraina.
Il Consiglio della Federazione ha sostenuto a larga maggioranza la proposta di usare “forze armate in territorio ucraino fino alla normalizzazione sociopolitica del paese”.
La decisione, che avrebbe effetto immediato, è stata presa a causa della “situazione straordinaria e per la minaccia alla vita dei cittadini e militari russi che si trovano in Ucraina”.
Putin non ha ancora reso noto i termini secondo i quali darà seguito al via libera del Senato, ha fatto sapere un portavoce del Cremlino.
La formula lascia intendere che la Russia potrà utilizzare sia la flotta del Mar Nero, già stazionata in Crimea secondo i termini di un accordo bilaterale con Kiev, sia inviare altre truppe.
Reazioni in Ucraina
Dopo la decisione, Vitali Klitschko, leader degli oppositori all’ex presidente ucraino Viktor Ianukovich, ha domandato una mobilitazione generale.
Ha inoltre lanciato un appello ai suoi concittadini a non soccombere a provocazioni, manifestazioni di separatismo e violenza. "L'Ucraina è in un momento pericoloso", ha detto, "ma ha ancora l'opportunità di diventare un paese giusto e demacratico".
Si riunisce il Consiglio di sicurezza
Gli sviluppi della situazione in Ucraina hanno spinto la Gran Bretagna a convocare una riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza dell’ONU che si terrà alle 14.00 a New York (alle 20.00 ora Svizzera). A causa delle tensioni è stata inoltre annullata la missione in Crimea dell'inviato delle Nazioni Unite Robert Serry.
Lunedì si riuniranno i ministri degli affari esteri europei.
ats/afp/reuters/ZZ
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