I droni low cost conquisteranno i cieli e cambieranno le nostre abitudini: ne sono convinti molti esperti. Le ultime, eclatanti, notizie in questo ambito sono relative all'esperimento condotto ieri dalla Deutsche Post (vedi foto sopra) e alle dichiarazioni della scorsa settimana di Jeff Bezos. Il fondatore di Amazon ha affermato che fra cinque anni la sua azienda consegnerà piccoli pacchi a domicilio entro 30 minuti dall’ordinazione online.
In che modo? Con dei mini droni che hanno un raggio d’azione di circa 15 chilometri e sono dotati di otto rotori alimentati elettricamente. Fantascienza? "So che sembra così, ma non lo è", ha ribattuto Bezos ospite di 60 Minutes alla CBS. E l’agenzia statunitense responsabile per l’aviazione civile (FAA) starebbe già elaborando norme per regolamentare dal 2015 i voli con scopi commerciali, attualmente vietati, di questi apparecchi senza pilota.
Sembrano dunque finiti i tempi in cui i droni erano solo strumenti di guerra (vedi box a lato). La reazione generale è stata di stupore e su Twitter sono subito spuntate foto ironiche. Qualche osservatore più serio ha fatto notare che si tratta più che altro di una mossa pubblicitaria o di un modo per distogliere l'attenzione dalle condizioni di lavoro nei magazzini di Amazon, oggetto di denunce. Al di là delle questioni legislative, molti interrogativi tecnici restano aperti, ad esempio sulla sicurezza.
Dal cinema alla consegna delle pizze
Quel che è certo è che i nuovi droni – piccoli, ecologici, poco costosi (per quelli meno cari bastano pochi biglietti da 100 franchi), dotati di GPS e comandabili a distanza con uno smartphone – stanno entrando in diverse attività professionali, dalle riprese cinematografiche e televisive (in particolare per gli eventi sportivi) all’agricoltura "di precisione" (per capire dove irrigare), dall’archeologia alla consegna di aiuti umanitari. Nel giornalismo danno nuove possibilità, come la realizzazione di reportage su manifestazioni aggirando i blocchi di polizia.
E per le consegne a domicilio? Deutsche Post e Amazon non sono arrivate per prime: Domino’s ci sta pensando per le pizze (guarda i video a lato), una lavanderia di Philadelphia per i vestiti, anche se con ogni probabilità si tratta solo di trovate per catturare l’attenzione dei media. I costruttori stimano in ogni caso a oltre 80 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni la cifra d’affari che potrebbe essere generata, con la creazione di decine di migliaia di posti di lavoro negli USA.
Riprese dall'alto: investimento inferiore ai 2'000 franchi
In Ticino alcune agenzie fotografiche hanno già in dotazione dei droni. Per meno di 2'000 franchi è possibile acquistare un apparecchio e dotarlo di mini camera. Le riprese dall’alto di incendi e frane sono dunque più facili da realizzare e meno costose, non dovendo noleggiare un elicottero. La qualità delle immagini può essere elevata, anche se non sempre paragonabile a quella ottenuta con altri mezzi (teleobiettivi, ad esempio).
Cosa dice la legge in Svizzera?
Le leggi in materia di aviazione sono certamente superate per i nuovi usi pensati per i droni. E la Svizzera non è un’eccezione: molto di quanto ipotizzato sopra non è attualmente legale.
La prima grande distinzione riguarda il peso: per tutti gli apparecchi sopra i 30 kg serve l’autorizzazione dell’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC). Per quelli più leggeri la condizione essenziale è che il “pilota” mantenga costantemente il contatto visivo con il drone. Se si utilizzano degli occhiali video per pilotarlo (con le immagini trasmesse da una videocamera attaccata all’apparecchio) deve essere presente un secondo “operatore” a terra in grado di sorvegliare il volo a vista.
Altri punti fondamentali sono: il rispetto della privacy (i droni sono già usati anche da alcuni fotografi di gossip…), la copertura assicurativa (per droni che pesano più di 500 grammi deve essere di almeno un milione di franchi) e la distanza minima di 5 chilometri dagli aerodromi.
Mattia Coste
In uso sin dalla Seconda Guerra Mondiale
I droni sono in dotazione dei vari eserciti da decenni. La prima produzione su larga scala risale alla Seconda Guerra Mondiale. Negli ultimi anni hanno fatto discutere in particolare le operazioni della CIA in Afghanistan e Pakistan, durante le quali sono stati uccisi diversi presunti terroristi, ma anche centinaia di civili, violando inoltre, secondo le autorità locali, la sovranità nazionale. In questo caso stiamo parlando di droni di grandi dimensioni, dotati di missili e telecamere speciali (a rilevamento termico, ad esempio), con un ampio raggio operativo e capaci di salire anche ad alte quote. I droni dell’esercito svizzero sono usati anche dalle guardie di confine per la sorveglianza della linea di frontiera, in particolare di notte. In Ticino sono in volo in autunno e primavera, in concomitanza con le scuole reclute, ci spiega il portavoce della regione IV Davide Bassi. Questi apparecchi - che hanno una lunghezza e un’apertura alare di circa 5 metri - decollano da Magadino e sono comandati a distanza da piloti militari (serve il brevetto di volo per gestirli). Sono strumenti molto efficaci per i nostri scopi, sottolinea Bassi. In Nord America alcune polizie utilizzano i mini droni in operazioni di soccorso in luoghi impervi e per il controllo del traffico. Nella nostra regione in caso di bisogno la polizia cantonale ticinese si appoggia alle guardie di confine. Quanto all’uso da parte dei privati, che è ancora molto limitato, per il momento non ci sono stati problemi, ci spiega il portavoce Renato Pizolli. E’ una situazione però che potrebbe presto evolvere. In altri cantoni qualche problematica relativa alla protezione dei luoghi di intervento (che si possono riprendere solo a determinate condizioni) si è già registrata. E l’interpretazione delle basi legali in materia non è per nulla scontata.
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