Recep Tayyip Erdogan, quasi travolto nelle ultime settimane da accuse di corruzione, nepotismo e autoritarismo, sembra essere sopravvissuto, vincendo con un netto vantaggio le amministrative, secondo i dati ancora non definitivi diffusi dall'agenzia semi ufficiale Anadolu, già contestati dall'opposizione.
E la sua prima reazione, davanti a migliaia di sostenitori accalcati davanti alla sede del suo partito nella notte, è stata decisa: "C'è chi cercherà di scappare, ma pagheranno per quello che hanno fatto". "Il popolo ha smascherato i piani e le trappole immorali" ha tuonato e "ha dato all'opposizione uno schiaffo ottomano": "la politica dei
registrazioni e delle cassette è stata sconfitta" e "i politici immorali hanno perso" ha aggiunto. "La Turchia ha bisogno di una nuova opposizione" ha aggiunto sancendo che "una nuova Turchia è nata oggi".
Il suo partito islamico AKP, con l'84% delle schede scrutinate, è il primo con il 45,6%, in calo solo di meno di tre punti rispetto allo storico 49,6% conquistato alle politiche del 2011. Il primo partito dell'opposizione, il CHP del socialdemocratico Kemal Kilicdaroglu si ferma al 28,4%, i nazionalisti del MHP al 15.5%, i curdi del BDP al 4,1%.
ansa/joe.p.
Gallery image - Erdogan: "I traditori pagheranno"
A Istanbul e Ankara, le due più grandi città del Paese che l'opposizione sperava di strappare a Erdogan, la situazione si chiarirà solo a spoglio concluso.
La giornata alle urne è stata macchiata anche dal sangue per scontri tra clan schierati con diversi candidati in aree rurali nelle province di Hatay e Sanliurfa, vicino al confine con la Siria: il bilancio è di otto morti e almeno venti feriti.



