In Messico milioni di persone hanno perso la vista a causa della cataratta. È una malattia amplificata dai raggi UV tropicali, dal diabete e da una nutrizione carente, ma il fattore decisivo resta economico: l’intervento costa troppo per la maggioranza dei pazienti. C’è chi aspetta anche dieci anni prima di riacquistare la vista.
La Fondazione svizzera contro la cecità prova da 26 anni a cambiare le cose. Tutto è cominciato nel novembre 2001, quando l’oftalmologo di Olten Alex Heuberger partì per Acapulco senza parlare una parola di spagnolo. “Abbiamo operato 50 persone ed erano tutti contenti, anch’io. Ci siamo detti: vogliamo continuare”, ha raccontato a Falò il fondatore.
Operare fino a 60 pazienti al giorno
Oltre due decenni più tardi, un’équipe di 17 fra medici, ottici e assistenti – in gran parte ticinesi – è tornata nel Quintana Roo per due settimane di interventi. L’obiettivo è operare quasi 500 pazienti, fino a 60 al giorno, in un ospedale pubblico di Cancún messo a disposizione dallo Stato.
Alle 7.30 la fila davanti alla struttura è già lunga. Arrivano dalle zone rurali più povere della regione. “Cerchiamo di ridare loro la luce”, spiega alla RSI Theo Singer, presidente della fondazione, al suo sesto anno in Messico.
Le difficoltà non mancano. Il materiale specialistico viaggia da Città del Messico, le sale operatorie vanno allestite da zero, i letti dell’ospedale vengono sistemati uno per uno. Si aggiungono blackout improvvisi, caldo e un’umidità che appanna le lenti degli strumenti. “Qui le cataratte sono molto più mature e difficili da trattare. Non conosciamo il paziente prima di averlo sul tavolo. Dobbiamo adattarci”, osserva Pietro Roberti, oftalmologo di Bellinzona, alla sua prima esperienza messicana.
“È come vincere alla lotteria”
Sul versante locale tiene le fila Norma Aragon, presidente esecutiva della fondazione in Messico. Grazie all’intesa con il Dipartimento della salute, i pazienti selezionati e un accompagnatore ricevono trasporto e alloggio gratuiti. “Qui da noi si dice che è come vincere alla lotteria”, racconta.
Una lotteria che cambia davvero le vite. Gonzalo, maestro elementare, non poteva permettersi di operarsi: ora ci vede di nuovo. Mauro, adolescente con disabilità, riacquista la vista dopo 16 anni. “Un’operazione di dieci, quindici minuti, e la vita cambia totalmente – conclude Heuberger –. Per me è normale, per gli altri è un miracolo.”






