Un “grave errore di valutazione” di uno dei suoi impiegati è costato a Greenpeace 3,8 milioni di euro persi al mercato dei cambi. Lo comunica l’associazione ecologista, confermando un’anticipazione del settimanale “Der Spiegel”. “Nulla sembra indicare che il dipendente in questione abbia agito a scopo di lucro personale” ha inoltre precisato Greenpeace, che si è scusata con i suoi donatori.
Ma cosa è successo esattamente? Un impiegato della sede madre di Amsterdam ha oltrepassato le sue funzioni e ha concluso un contratto con una società specializzata nell’acquisto di valuta, senza l’accordo della direzione. Il contratto si è rivelato estremamente dannoso per l’associazione, che ora si trova a fare i conti con un passivo.
“Per noi è una perdita importante – precisa Greenpeace – il nostro budget annuale ammonta infatti a 300 milioni”. L’impiegato in questione è stato licenziato.
ATS/AFP/Red. MM.






