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Groenlandia, “Uniti nella risposta a Trump”

Gli otto Paesi presi di mira dai nuovi dazi replicano al presidente statunitense: “Rischio di escalation”

  • 2 ore fa
Un'immagine di Nuuk

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  • reuters
Di: Redazione RSI Info 

I Paesi europei presi di mira dalla minaccia di un aumento dei dazi doganali brandita dal presidente americano Donald Trump, a causa della loro opposizione ai suoi progetti riguardanti la Groenlandia, “resteranno uniti” nella loro risposta, hanno dichiarato domenica in un comunicato congiunto.

“Le minacce di sovrattasse doganali minano le relazioni transatlantiche e rischiano di spingere i nostri Paesi in una pericolosa spirale. Continueremo a rimanere uniti e coordinati nella nostra risposta. Siamo determinati a difendere la nostra sovranità”, hanno dichiarato Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Regno Unito.

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In Svizzera ora arriva oro anche dalla Groenlandia

Mentre a livello globale si discute dei piani di annessione della Groenlandia da parte del presidente americano Donald Trump, la Svizzera consolida il suo ruolo di hub mondiale per il commercio e la raffinazione dell’oro, aprendo un nuovo canale di import dall’Artico. Secondo i dati doganali provvisori della Confederazione citati dalla SonntagsZeitung le importazioni elvetiche di oro dalla grande isola sono schizzate da zero a 18 milioni di franchi nel corso dell’ultimo anno.

La spiegazione di questo balzo è tecnica e geografica. “Poiché la Groenlandia non possiede una raffineria propria, questo oro arriva nella Confederazione”, ha spiegato al domenicale Christoph Wild, presidente dell’Associazione svizzera dei produttori e commercianti di metalli preziosi. A confermare il percorso del metallo è anche la società mineraria che gestisce l’attuale unica miniera d’oro dell’isola, riaperta alla fine del 2024 dopo un periodo di pausa.

Il metallo grezzo groenlandese, per un totale di circa 200 chilogrammi nel 2025 viene inviato alla raffineria Metalor nel Canton Neuchâtel per la lavorazione e la trasformazione in lingotti o altri prodotti finiti ad alto grado di purezza. Le cifre, seppur significative per la nuova fonte di approvvigionamento, rimangono comunque marginali rispetto al volume complessivo del commercio d’oro elvetico: a titolo di confronto, solo verso gli Stati Uniti la Svizzera ha esportato nel 2025 oltre 550 tonnellate del prezioso metallo, per un valore superiore ai 46 miliardi di franchi.

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Macron chiede l'attivazione del "bazooka" dell'UE

Il presidente francese Emmanuel Macron, che sarà “in contatto per tutta la giornata con i suoi omologhi europei”, chiederà “l’attivazione dello strumento anti-coercizione” dell’UE se le minacce di sovrattasse doganali brandite da Donald Trump dovessero essere messe in atto, ha fatto sapere domenica il suo entourage.

Questo strumento, il cosiddetto “bazooka” europeo la cui applicazione richiede una maggioranza qualificata dei Paesi dell’UE, permette, tra le altre cose, il congelamento dell’accesso agli appalti pubblici europei o il blocco di alcuni investimenti.

Inoltre, le minacce commerciali americane “pongono la questione della validità dell’accordo” sui dazi doganali già concluso tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti lo scorso anno, ha sottolineato una persona vicina al presidente francese.

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Secondo Gianluca Pastori, professore alla Cattolica di Milano, i nuovi dazi rischiano di creare due spaccature: fra Bruxelles e Washington e all’interno dell’Europa, dove la reazione dei Paesi più vicini alla Casa Bianca sono state più timide delle altre.

Oggi, 14:52

La risposta dei Paesi presi di mira da Donald Trump

I Paesi europei presi di mira dalla minaccia di un aumento dei dazi doganali brandita dal presidente americano Donald Trump, a causa della loro opposizione ai suoi progetti riguardanti la Groenlandia, “resteranno uniti” nella loro risposta, hanno dichiarato domenica in un comunicato congiunto.

“Le minacce di sovrattasse doganali minano le relazioni transatlantiche e rischiano di spingere i nostri Paesi in una pericolosa spirale. Continueremo a rimanere uniti e coordinati nella nostra risposta. Siamo determinati a difendere la nostra sovranità”, hanno dichiarato Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Regno Unito.

“In qualità di membri della NATO - prosegue il comunicato congiunto - ci impegniamo a rafforzare la sicurezza dell’Artico come interesse transatlantico condiviso. L’esercitazione danese pre-coordinata “Arctic Endurance”, condotta con gli Alleati, risponde a questa necessità. Non rappresenta una minaccia per nessuno. Siamo pienamente solidali con il Regno di Danimarca e il popolo della Groenlandia. Sulla base del processo avviato la scorsa settimana, siamo pronti a impegnarci in un dialogo fondato sui principi di sovranità e integrità territoriale, che sosteniamo con fermezza”.

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