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“Giù le mani dalla Groenlandia”

I danesi scendono in piazza per protestare contro i propositi di Trump di acquisire l’isola - Venerdì il presidente statunitense ha minacciato di imporre dazi ai Paesi che si oppongono ai suoi piani

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Tra le strade di Copenhagen i manifestanti protestano contro le mire di Trump sulla Groenlandia

Tra le strade di Copenhagen i manifestanti protestano contro le mire di Trump sulla Groenlandia

  • Reuters
Di: AFP/DC 

Diverse migliaia di manifestanti si sono riunite sabato a Copenaghen per denunciare le ambizioni territoriali di Donald Trump, che non ha fatto passi indietro sulla volontà di conquistare la Groenlandia. Impugnando bandiere groenlandesi e danesi e cartelloni con gli slogan “Make America Go Away”, oppure “Gli Stati Uniti hanno già troppo ghiaccio” (giocando sulla sigla ICE, la polizia dell’immigrazione statunitense, ndr), i manifestanti hanno scandito il nome dell’isola in groenlandese: “Kalaallit Nunaat”. Nel Paese scandinavo sono previste manifestazioni anche ad Aarhus, Aalborg e Odense. Gli organizzatori vogliono approfittare della presenza di una delegazione del Congresso degli Stati Uniti a Copenaghen per far sentire la propria voce.

“Non ci sono minacce immediate per la Groenlandia”

Gli 11 membri del Congresso degli Stati Uniti hanno manifestato il loro sostegno nell’ultimo giorno della loro visita (nel corso della quale hanno incontrato il primo ministro danese Mette Frederiksen, il capo del governo groenlandese Jens Frederik Nielsen, i leader del mondo degli affari e i rappresentanti del Parlamento danese). Il senatore democratico Chris Coons, che guida la delegazione, ha dichiarato sabato ai giornalisti di aver accolto con favore i “225 anni” di alleanza con il Regno di Danimarca. Ha assicurato alla stampa che “non ci sono minacce immediate per la Groenlandia”. “Ma condividiamo le preoccupazioni reali per la sicurezza nell’Artico in futuro, quando il clima cambierà, il ghiaccio marino si ritirerà e le rotte di navigazione si evolveranno”, ha detto, sottolineando la necessità di “esaminare i modi per investire meglio nella sicurezza dell’Artico”. 

Dal suo ritorno al potere un anno fa, Donald Trump ha ripetutamente ribadito l’idea di voler prendere il controllo dell’enorme, strategica ma scarsamente popolata isola artica che fa parte della Danimarca, dichiarando che succederà “in un modo o nell’altro” per contrastare i progressi russi e cinesi nell’Artico. Venerdì sera, ha sfoderato anche l’arma tariffaria minacciando di imporre dazi ai Paesi che non appoggiano il suo piano di acquisizione della Groenlandia. Il suo stretto consigliere Stephen Miller ha ribadito le posizioni dell’America su questo territorio. “La Groenlandia è grande come un quarto degli Stati Uniti. La Danimarca, con tutto il rispetto, è un piccolo Paese con una piccola economia e un piccolo esercito. Non può difendere la Groenlandia”, ha dichiarato a Fox News.

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Groenlandia, previste manifestazioni

Telegiornale 17.01.2026, 12:30

Le proteste di sabato sono arrivate tre giorni dopo un incontro a Washington in cui le autorità danesi hanno preso atto dell’impossibilità di raggiungere un accordo immediato con i leader statunitensi sul futuro del territorio autonomo. Francia, Svezia, Germania e Norvegia, a cui si sono aggiunti Paesi Bassi, Finlandia, Slovenia e Regno Unito, hanno annunciato questa settimana l’invio di personale militare in missione di ricognizione nell’ambito dell’esercitazione danese “Arctic Endurance” organizzata con gli alleati della NATO. Gli Stati Uniti sono stati invitati a partecipare alle esercitazioni militari in Groenlandia, ha dichiarato venerdì sera il capo del Comando Artico danese, assicurando all’AFP che queste manovre sono state condotte con focus sulla Russia e non sugli Stati Uniti.

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