Il caso

Hacker nel telefono di ministri e deputati: bufera in Germania

Berlino sospetta Mosca: violati tramite phishing gli account Signal di politici, funzionari della difesa e giornalisti

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RG 12.30 del 27.04.2026 La corrispondenza di Walter Rauhe

RSI Info 27.04.2026, 12:57

  • Keystone
Di: Walter Rauhe, da Berlino

Violare e spiare i sistemi di messaggistica digitale è un gioco da ragazzi. Soprattutto se si è in Germania e se le vittime dei cyber attacchi sono alti funzionari del mondo politico, militare e imprenditoriale del Paese. Sembra incredibile, ma è proprio quello che ci insegna l’ultimo episodio in ordine di tempo nel settore dell’hackeraggio informatico e dello spionaggio internazionale.

Attività sospette già a inizio febbraio

Già dallo scorso mese di febbraio l’Agenzia federale tedesca per il controllo della sicurezza digitale ha segnalato attività sospette ai danni degli indirizzi di posta elettronica di tutta una serie di autorità politiche tedesche e di deputati del Bundestag, il parlamento federale tedesco. Senza rendere noto di quali personalità politiche si trattava, l’autorità di vigilanza sulla sicurezza informatica aveva indicato nello specifico il noto sistema di messaggistica digitale Signal. Attraverso il cosiddetto «phishing», la tecnica con la quale un aggressore riesce ad infiltrarsi in un sistema di comunicazione spacciandosi per una persona od un’organizzazione nota al destinatario con lo scopo di indurlo a rivelare i suoi dati e le sue informazioni personali, sono stati violati da allora centinaia di indirizzi di politici e personalità pubbliche tedesche. Quello che è venuto alla luce solo ora è che fra le tante vittime di questo ennesimo attacco informatico svolto secondo le autorità di Berlino presumibilmente dai servizi segreti russi, figuravano personaggi di spicco come la stessa presidente del Bundestag Julia Klöckner, la ministra dell’educazione e della ricerca scientifica Karin Prien, quella dell’edilizia Verena Hubertz e tutta una serie di deputati parlamentari, di funzionari del ministero della difesa, di diplomatici e giornalisti di stanza nella capitale tedesca.

Alte cariche cadute nella trappola

Mentre i «comuni cittadini» sono abituati ormai da anni ad intercettare, smascherare e neutralizzare spam e messaggi sospetti che ci invitano a saldare un presunto debito o ad aggiornare i nostri dati sulle piattaforme di Amazon, Uber, Cloud e company, le ignare e più alte cariche dello stato tedesco sembrano essere cascate nel trucco, rivelando ai presunti aggressori dati scottanti e privati. Una vera e propria manna per gli esperti dello spionaggio russo e un incidente più che imbarazzante per i diretti interessati. L’agenzia tedesca per la sicurezza informatica assicura nel frattempo che i sistemi di messaggistica digitale di deputati, ministri e funzionari del ministero della difesa sono stati messi in sicurezza, mentre i diretti interessati sono stati allertati sui possibili rischi legati a questi attacchi. Il procuratore generale tedesco di Karlsruhe ha avviato un’inchiesta contro i soliti ignoti, mentre un portavoce del ministero degli interni ha puntato il dito contro le spie di Mosca, che - manco a dirlo - negano ogni responsabilità e coinvolgimento nell’accaduto.

Ma lo scandalo sta sollevando in Germania un grande polverone provocando l’immancabile strascico di polemiche. Un portavoce del Chaos Computer Club (CCC), la più grande organizzazione europea di hacker informatici, ha dichiarato in una nota che l’ennesimo cyber attacco dimostrerebbe la vulnerabilità dei sistemi di difesa tedeschi nel campo dello spionaggio digitale.

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