Giustizia francese

Hakimi rinviato a processo per stupro mentre gioca il Mondiale

La corte d’appello di Versailles ha confermato le accuse nei confronti del difensore del Paris Saint-Germain. I fatti risalgono al 2023

  • Oggi, 09:38
  • Un'ora fa
Hakimi durante la partita contro il Brasile

Hakimi durante la partita contro il Brasile

  • Keystone
Di: ludoC 

Il difensore marocchino del Paris Saint-Germain Achraf Hakimi sarà processato per stupro. La camera dell’istruzione della corte d’appello di Versailles ha confermato venerdì mattina il rinvio a giudizio del giocatore davanti alla corte penale dipartimentale degli Hauts-de-Seine, respingendo il ricorso con cui la difesa aveva chiesto un proscioglimento. Lo riferiscono i media francesi.

La decisione nel pieno del Mondiale

La decisione arriva in piena Coppa del Mondo: Hakimi, 27 anni, è impegnato negli Stati Uniti con la nazionale marocchina e venerdì sera disputerà la seconda partita del torneo, contro la Scozia. Il giocatore, che nega i fatti, era stato regolarmente schierato nelle ultime settimane sia con il club sia con la selezione.

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Mondiali, highlights di Brasile-Marocco (LA2 Sport Live 14.06.2026, 00h00)

RSI Sport 14.06.2026, 02:24

L’inchiesta riguarda una vicenda del febbraio 2023. Secondo la ricostruzione fornita all’epoca da una fonte di polizia e ripresa dai media francesi, una giovane donna – allora 24enne, come il calciatore – si era rivolta a un commissariato del Val-de-Marne dichiarando di essere stata violentata nell’abitazione di Hakimi, dove si era recata dopo averlo conosciuto su Instagram. La donna ha sostenuto di essere riuscita a respingere il giocatore e di essere stata poi raggiunta da un’amica avvertita via SMS.

La difesa: un tentativo di estorsione

Hakimi era stato incriminato (mis en examen) e posto sotto controllo giudiziario, per poi essere rinviato a giudizio una prima volta a fine febbraio 2026. La difesa, rappresentata dall’avvocata Fanny Colin, aveva impugnato quella decisione sostenendo che l’accusa si fonda unicamente sulla parola della denunciante e parlando di un tentativo di estorsione ai danni del proprio assistito.

Di tenore opposto la posizione della parte civile: l’avvocata Rachel-Flore Pardo ha ricordato che tre magistrati hanno già riscontrato indizi sufficienti per il rinvio a giudizio. La presunta vittima, indicata con lo pseudonimo di “Jeanne”, ha testimoniato per la prima volta sulla stampa in un articolo pubblicato giovedì sera da Mediapart, affermando di volere un processo «per difendermi, per essere ascoltata».

La data del dibattimento non è ancora stata fissata. Per il giocatore vale la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva.

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