Dalle steppe siberiane alle città occidentali, lo sciamanesimo attraversa i secoli e riemerge oggi in forme nuove. Un tempo radicato in contesti comunitari e legato alla sopravvivenza, questo insieme di pratiche spirituali si ripresenta oggi come risposta a un bisogno diffuso di senso, equilibrio e cura. Tuttavia, nel passaggio all’Occidente contemporaneo, qualcosa cambia profondamente.
A Ciclostilabili Manuela Bieri ne parla con Denise Lombardi, antropologa delle religioni ed esperta di spiritualità contemporanee. «Lo sciamano, nella sua forma tradizionale, è una figura altamente specializzata», spiega Lombardi. «Un mediatore tra il mondo visibile e quello invisibile, capace di entrare in stati di coscienza alterati per interagire con gli spiriti e garantire il benessere della comunità».
Dalle steppe siberiane all’Occidente
Il termine “sciamano” ha un’origine precisa. Deriva dal termine tunguso šaman. La parola entra nel lessico europeo nel XVII secolo grazie ai primi resoconti di missionari ed esploratori, per poi diffondersi tra Ottocento e Novecento con lo sviluppo degli studi etnografici.
Figure simili sono presenti in molte culture, dall’Amazzonia all’Asia centrale, sempre all’interno di contesti sociali specifici. Nelle comunità siberiane, ad esempio, lo sciamano comunicava con gli spiriti per favorire la caccia, guarire malattie o ristabilire l’equilibrio tra uomo e ambiente.
La nascita del neosciamanesimo
Una svolta decisiva avviene nel secondo dopoguerra. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, cresce in Occidente l’interesse per le culture indigene e per esperienze alternative di spiritualità. In questo clima nasce il cosiddetto neosciamanesimo.
Tra i principali promotori c’è l’antropologo Michael Harner, che elabora il cosiddetto core shamanism, versione semplificata e universalizzata delle pratiche sciamaniche, svincolata dai contesti culturali originari. A influenzare questa diffusione contribuiscono anche le opere di Mircea Eliade e i racconti di Carlos Castaneda, che alimentano un immaginario affascinato dall’“altrove”.
Il viaggio sciamanico e l’animale guida
Al centro del neosciamanesimo contemporaneo c’è l’esperienza diretta. Nei seminari e workshop, il tamburo svolge un ruolo fondamentale. Il suo ritmo ripetitivo viene utilizzato per facilitare uno stato di coscienza modificato.
È in questa dimensione che i partecipanti raccontano di intraprendere viaggi interiori e di incontrare figure simboliche, tra cui l’“animale guida”. «Queste esperienze sono profondamente personali», osserva Lombardi. «Più che condividere una cosmologia, i partecipanti esplorano il proprio mondo interiore».
Spesso emergono vissuti emotivi complessi, traumi o fragilità. Il rituale può assumere così anche una funzione terapeutica, diventando uno spazio di elaborazione e auto-riflessione. In Europa, a differenza di altri contesti, l’uso di sostanze psicotrope resta marginale, anche per ragioni legali.
Il sacro diventa “portatile”
Un tratto distintivo del neosciamanesimo è la sua flessibilità. Non esistono strutture gerarchiche rigide né luoghi consacrati permanenti, l’esperienza può essere ricreata ovunque. Incensi, erbe aromatiche, fumigazioni: questi elementi contribuiscono a costruire un’atmosfera rituale. «Si parla spesso di sacro “portatile”», spiega Lombardi. E ancora: «Un’esperienza che può essere adattata e riprodotta anche in contesti quotidiani».
Tra ricerca spirituale e logiche di mercato
Non mancano però le criticità. Una delle questioni più discusse è quella dell’appropriazione culturale. Pratiche nate in contesti specifici vengono rielaborate e proposte fuori dal loro ambiente originario, spesso senza un reale legame con le comunità di provenienza. «Si sviluppa un vero e proprio mercato della spiritualità», osserva Lombardi. «Esperienze offerte come autentiche, anche quando sono profondamente trasformate». In alcuni casi, figure che si presentano come sciamani organizzano viaggi e ritiri per occidentali, contribuendo a una commercializzazione del sacro.
Rischi e responsabilità
A queste dinamiche si aggiungono possibili rischi, soprattutto per persone in condizioni di fragilità psicologica. Esperienze emotivamente intense, se non adeguatamente accompagnate, possono risultare problematiche. Per questo, sottolinea Lombardi, «è fondamentale mantenere un approccio prudente e consapevole, sia da parte di chi partecipa sia da parte di chi organizza».
Sciamanesimo
Contenuto audio
Sciamanesimo (1./5)
Ciclostilabili 08.06.2026, 15:30
Sciamanesimo (2./5)
Ciclostilabili 09.06.2026, 15:30
Sciamanesimo (3./5)
Ciclostilabili 10.06.2026, 15:30
Sciamanesimo (4./5)
Ciclostilabili 11.06.2026, 15:30
Sciamanesimo (5./5)
Ciclostilabili 12.06.2026, 15:30




