Donald Trump impone un blocco navale dello stretto di Hormuz. Una mossa per fare pressione sull’Iran dopo 40 giorni di guerra e un cessate il fuoco ancora fragile. Il presidente statunitense cerca probabilmente una vittoria rapida, ma Teheran può giocare la carta del logoramento.
“Donald Trump ha fretta di chiudere, di uscire da questa guerra”, ha spiegato il corrispondente RSI Massimiliano Herbert da Washington. Il presidente americano non può lasciare il conflitto senza certezze sul nucleare iraniano e con lo stretto di Hormuz sotto controllo di Teheran. “Dopo una serie di ultimatum che puntualmente diventavano dei penultimatum, non vuole un’escalation militare troppo costosa”, ha aggiunto Herbert al Telegiornale.
Il blocco navale è un’arma economica. Colpisce l’Iran ma danneggia anche l’economia globale, in particolare i Paesi asiatici come la Cina. Il presidente Trump dovrebbe visitare Pechino tra un mese, un viaggio già rinviato a marzo e che rischia di slittare ancora. All’orizzonte ci sono le elezioni di metà mandato e i malumori crescono con il prezzo della benzina e l’inflazione.
Teheran ha dalla sua il tempo. “L’Iran è uscito in piedi da una guerra di 40 giorni, il regime è rimasto nonostante le eliminazioni dei suoi vertici”, ha sottolineato Eleonora Ardemagni, ricercatrice dell’ISPI. La studiosa ha spiegato che fino al giorno prima del cessate il fuoco l’Iran era ancora in grado di lanciare missili e droni contro Israele e le monarchie del Golfo.
Il tempo del cessate il fuoco serve all’Iran per riorganizzarsi. “Paradossalmente mette più in difficoltà Trump, che ha bisogno di una vittoria immediata da esibire al proprio elettorato”, ha dichiarato Ardemagni. Teheran punta a sopravvivere. All’inizio della guerra Israele e gli Stati Uniti volevano rovesciare la Repubblica islamica. Ora l’Iran può alzare i costi globali con una strategia di logoramento.
Il blocco navale è di fatto un atto di guerra. La domanda è se resisterà il cessate il fuoco proclamato mercoledì scorso. L’inviato statunitense Jihadi Evans ha lasciato Islamabad mantenendo uno spiraglio. Ha detto che formalmente i negoziati con l’Iran non sono ancora chiusi.
Un accordo sul nucleare iraniano, però, già esisteva nel 2015 sotto Obama, poi stralciato due anni dopo da Trump. “Per arrivare a quell’accordo furono necessari due anni di negoziati e mesi di preparativi”, ha sottolineato il corrispondente.

Dopo i colloqui in Pakistan, l'analisi
Telegiornale 12.04.2026, 20:00




