L'accusa di pirateria già formalizzata mercoledì nei confronti di 14 attivisti di Greenpeace è stata estesa giovedì a Murmansk anche agli altri 16 militanti arrestati due settimane fa dalle forze russe, dopo un tentativo di abbordaggio a una piattaforma petrolifera della Gazprom nel Mare di Barents.
Fra questi figurano anche uno svizzero e un italiano. Gli stranieri coinvolti sono in tutto 26, gli altri quattro sono cittadini russi. Tutti rischiano una pena compresa fra i dieci e i 15 anni di detenzione. La carcerazione preventiva potrà essere prolungata fino a due mesi. I legali dei 30 hanno inoltrato ricorso contro gli arresti.
Per l'organizzazione ambientalista il capo d'accusa è "infondato" e "abominevole". Il direttore esecutivo Kumi Naidoo ha parlato di "un attentato alla principio stesso della protesta pacifica". Per contestare le operazioni del colosso dell'energia a nord del Circolo polare artico, martedì sera il gruppo di ecologisti aveva esposto un gigantesco striscione calandolo dal tetto dello stadio San Giacomo di Basilea. La partita di Champions League fra i renani e lo Schalke 04 aveva dovuto essere interrotta per alcuni minuti.
Red. MM
Gallery image - I militanti di Greenpeace sono "pirati"




