Guidando lentamente il suo taxi lungo il litorale, Mohammed guarda la spiaggia vuota. In lontananza le vestigia di Cartagine. Testimonianza storica dei vari popoli e delle diverse influenze che ha vissuto nel suo passato la Tunisia. Una stratificazione di società e mondi che ha creato il terreno, un humus di pensiero, per una mentalità aperta.
“Prima della Rivoluzione, come la chiamate voi, c'erano molti turisti”, ci racconta ad alta voce, “poi vi è stata una battuta d'arresto e ora stanno ritornando, ma non sono più gli stessi”. “E' vero”, ribatte Ramsès Mahfoudh, direttore generale della Godolphin films, “a causa della sottrazione sicurezza, francesi, tedeschi e italiani hanno timore a venire da noi. I cittadini dei paesi del Golfo invece non si fanno problemi”.
“Arrivano all'aeroporto con al seguito le loro mogli, velate”, continua Mahfoudh, “non siamo abituati ad essere confrontati con queste persone che hanno una mentalità completamente diversa della nostra”. Non è una questione di "razzismo", ci tiene a sottolineare il nostro interlocutore, ma in sottofondo si avverte una leggera preoccupazione: ”La loro presenza in qualche modo sta cambiando la nostra società e il settore del turismo, che si deve adattare alle loro esigenze”.
Alessandra Spataro
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