Il Parlamento ucraino ha approvato oggi, martedì, a larga maggioranza la proposta di far giudicare dalla Corte penale internazionale l’ormai ex presidente Viktor Ianukovich e due personalità a lui vicine, l’ex ministro dell’interno Vitali Zakharchenko e l’ex procuratore generale Viktor Pshonka. L’accusa è quella di “gravi crimini” commessi durante la repressione dei “pacifici cortei di protesta fra il 30 novembre 2013 e il 22 febbraio 2014”.
Soltanto la scorsa settimana sono 82 i manifestanti rimasti uccisi negli scontri con la polizia, stando a un bilancio aggiornato oggi dal Ministero della salute. Altre fonti parlano di oltre 100. I feriti sono 724, 489 dei quali ancora ricoverati in ospedale.
Il tribunale dell’Aia ha precisato di non aver ancora ricevuto richieste ufficiali per l’apertura di indagini sui fatti di Kiev, ma ma un paese può decidere di accettare la giurisdizione della corte su eventi passati, ha precisato il portavoce Fadi el Abdallah. Toccherà poi alla procura decidere se formalizzare o meno un’inchiesta.
Mentre il presidente ad interim della Rada (il Parlamento) Aleksandr Turcinov ha parlato apertamente di rischio di separatismo (da parte delle regioni russofone, Crimea in testa), l’ex campione di pugilato Vitali Klitschko è stato il primo ad ufficializzare la sua candidatura alle presidenziali del 25 maggio.
ATS/AFP/pon






