Il premier siriano Riad Hijab ha disertato dal regime ed è fuggito in Giordania. La notizia, anticipata da fonti siriane anti-regime a Beirut, è stata confermata da familiari del primo ministro.
La sua fuga sarebbe stata protetta dai ribelli siriani dell'Esercito libero (Esl). In un primo tempo si era parlato di un “siluramento” di Hijab. Il premier era stato nominato lo scorso giugno dopo le elezioni legislative. Il presidente Bashar Assad ha nominato al suo posto Omar Ghalawanji, gia' ministro delle amministrazioni locali. In Siria l'incarico di primo ministro è per lo più di rappresentanza visto che il potere esecutivo è di fatto in mano al presidente della Repubblica.
Il ministro siriano delle finanze Muhammad Jleilati, invece, è stato arrestato prima che potesse disertare e fuggire all'estero. Lo riferisce la tv panaraba al Arabiya,
finanziata dai sauditi, citando proprie fonti a Damasco. La fuga è invece riuscita a un altro generale, il 31mo dall'inizio della crisi, che oggi è giunto in Turchia.
Bomba (senza vittime) nella sede della tv di Stato
Intanto nel paese non si placano le violenze e gli scontri a fuoco. Un’ esplosione ha scosso la sede della radiotelevisione di Stato a Damasco. Non ci sono stati morti, ma alcuni feriti. I comitati di coordinamento hanno riferito che migliaia di soldati fedeli al presidente hanno circondato uno dei quartieri storici della capitale, privandolo di elettricità e acqua ed eseguendo arresti di massa.
Scontri a Aleppo
Nel frattempo proseguono scontri e bombardamenti ad Aleppo fra ribelli e forze del regime, con gli attivisti che riferiscono di nove vittime, mentre nel resto del Paese il bilancio è di 19 morti.
50'000 profughi in Turchia
Intanto sarebbero circa 50'000 i profughi e i disertori siriani che si sono rifugiati in Turchia: lo ha indicato il vicepremier citato dalla stampa di Ankara. Il loro numero è aumentato fortemente nelle ultime settimane. In Turchia sono ospitati in otto tendopoli allestite lungo il confine e in case prefabbricate.
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