Papa Francesco ha rivolto il suo saluto natalizio in una telefonata ai profughi cristiani di Ankawa, in Iraq. Il Pontefice ha detto nel suo colloquio di ritenerli “come Gesù nella notte del Suo Natale: per Lui non c'era posto, è stato cacciato in Egitto per salvarsi. Voi questa sera siete come Lui e io vi benedico, vi sono vicino”.
La telefonata alla comunità e al parroco, padre Benoca, è stata trasmessa in diretta. Nel corso della diretta il Papa si è soffermato sul significato e sull'importanza dei termini “vicinanza” e “tenerezza”, spiegando che “il Natale è proprio la festa della vicinanza di Dio con noi”.
Intanto a Betlemme tutto è pronto per festeggiare il Natale. Gran parte delle strade della cittadina del sud della Cisgiordania, a breve distanza da Gerusalemme, sono addobbate con poster che recitano “tutto quello che Betlemme vuole per Natale è giustizia”. Turisti e pellegrini sono tornati in buon numero dopo il calo dovuto alla guerra dell’estate scorsa a Gaza.
Red. MM/ATS/AFP/EnCa
Una processione natalizia per le vie di Betlemme svoltasi mercoledì mattina







