VERTICE USA-CINA A PECHINO

“Uniti” sull’Iran, divisi su Taiwan: Trump e Xi provano ad intendersi

Cortesie diplomatiche e un sontuoso protocollo non mascherano le divisioni. Ma entrambe le parti provano a glissare, anche in nome degli interessi economici

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Trump Xi
  • Reuters
Di: REUTERS7AP/AFP/MgR 

“Gli Stati Uniti e la Cina dovrebbero essere partner, non rivali”, dice il presidente cinese. “Xi Jinping è un grande leader e un amico, le relazioni sino-americane avranno un avvenire favoloso”, risponde il presidente statunitense, che ha invitato il suo omologo a Washington per il 24 settembre, insieme alla consorte. Ma per il resto è stato insolitamente discreto sulla sostanza del dialogo.

E’ un fiorire di complimenti tra Xi e Trump, al loro primo vertice da anni, se non si considera un incontro bilaterale a margine del summit APEC di Busan, Corea del Sud, nell’ottobre scorso. Ma le cortesie diplomatiche, i banchetti d’onore, la grandiosità del protocollo e le volute ambiguità nelle dichiarazioni rispettive non riescono a mascherare le divergenze.

Iran

Secondo il resoconto diffuso dalla Casa Bianca, la Cina è d’accordo con gli Stati Uniti sul fatto che l’Iran non deve avere l’arma nucleare. In una intervista con FoxNews registrata a Pechino, Trump afferma che Xi gli ha detto “con forza” che non invierà aiuti militari agli ayatollah e che la Cina non vuole uno stretto di Hormuz sotto controllo iraniano con tanto di pedaggi per il transito. Il presidente statunitense aggiunge che Pechino sarebbe interessata ad acquistare petrolio americano per ridurre la propria dipendenza dallo stretto

Quasi contemporaneamente però da Teheran arriva l’annuncio che a diverse navi cinesi è stato concesso il transito attraverso lo stretto di Hormuz.

Taiwan

Qui le cose sono molto chiare: mentre i bilaterali erano in corso, la stampa cinese ha pubblicato il messaggio di Xi a Trump. La questione dell’ex isola di Formosa è la più importante nelle relazioni sino-americane e se gestita male porterà i due paesi a scontrari, fino ad entrare in conflitto”.

La Casa Bianca sceglie di non evocare Taiwan nel suo resoconto del bilaterale. Trump, afferma il ministro delle finanze Scott Bessent, si esprimerà sul tema nei prossimi giorni

Commercio

Xi ha promesso a Trump e ai diciassette super-capi d’azienda che lo accompagnavano - tra cui Elon Musk, l’AD di Apple e il capo di Nvidia - che le porte della Cina saranno “sempre più aperte”.

Ma il primo annuncio concreto ha fatto scendere, invece che salire, l’azione della compagnia interessata: si tratta del prossimo acquisto da parte cinese di 200 “grossi” aerei dalla Boeing. I mercati si attendevano un’ordinazione molto più corposa.

La delegazione USA e quella cinese hanno parlato di affari da centinaia di miliardi di dollari su uno spettro molto ampio di temi: l’intelligenza artificiale e il fabbisogno cinese di microprocessori avanzati, le esportazioni di carne e soia a stelle e strisce verso il gigante comunista, e molto altro.

Temi sui quali l’intesa bilaterale sino-americana avrebbe inevitabili conseguenze per tutto il mondo e, in un certo senso, contribuirebbe anche a “scrivere” le regole del commercio mondiale.

Ancora una volta, come spesso avviene con Trump, la linea che separa ragion di Stato e interessi privati appare sottile: sull’aereo del papà presidente c’era anche il figlio Eric Trump. Una sua società, scrive il Financial Times, sta trattando un accordo con un produttore cinese di microchip, direttamente collegato con il Partito comunista cinese.

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Da Washington la diretta

Telegiornale 14.05.2026, 20:00

Draghi: gli europei sono davvero soli

Gli Stati Uniti sono diventati “conflittuali e imprevedibili” ma la Cina non può essere un’alternativa. “Per la prima volta siamo davvero soli insieme”: parole di Mario Draghi, ricevendo ad Aquisgrana il Premio Carlomagno 2026.

L’ex presidente della Banca Centrale Europea ed ex primo ministro italiano ha esortato gli europei ad agire e a rispondere in modo più assertivo al presidente degli Stati Uniti: “L’Europa ha cercato il negoziato e il compromesso. Per lo più non ha funzionato”.

“Il cambio di atteggiamento americano sulla sicurezza europea non dovrebbe essere visto solo come un pericolo. È anche un necessario risveglio”, aggiunge Draghi, che auspica per l’Unione europea un “federalismo pragmatico”.

Mario Draghi riceve il premio Charlemagne 2026

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  • Keystone
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