Le deputate italiane non trattengono lo sdegno dopo che anche il terzo emendamento per introdurre la parità di genere nella legge elettorale è stato bocciato dall’aula della Camera. Nel mirino finisce il partito democratico che, secondo l’accusa, avrebbe fatto mancare i voti necessari per la battaglia delle onorevoli, vestite di bianco per l’occasione.
Il premier Matteo Renzi, attraverso Facebook, cerca di buttare acqua sul fuoco delle polemiche: "Nelle liste democratiche l'alternanza sara' assicurata. Ho mantenuto la parità di genere da presidente della Provincia, da sindaco, da segretario, da presidente del consiglio dei ministri. Non intendo smettere adesso".
Nel frattempo, però, Montecitorio dice no al 40% delle posizioni di capolista per le candidate (e il 60% ai candidati), alla parità di rappresentanza (al 50%) e all'alternanza di genere nella composizione delle liste. Intanto la legge elettorale si avvia comunque verso l’approvazione, con il primo via libera della Camera dei deputati italiana all'Italicum che slitta a martedì.
ATS/M.A.






