E’ atteso per mercoledì mattina alle 9,30 il voto finale alla Camera sulla legge elettorale. Intanto l’accordo Renzi-Berlusconi sull’Italicum tiene, ma non senza patemi d’animo quando si tratta di respingere gli emendamenti che potevano minarlo.
Prima la fronda trasversale sulla doppia preferenza di genere, con il vincolo di alternanza uomo-donna, dove Matteo Renzi evita lo scivolone per 20 voti ed è costretto a richiamare in Aula anche ministri e sottosegretari. Poi il nodo per reintrodurre le preferenze (bocciato per 35 voti).
Con una coalizione che si sfalda – più di 50 voti vengono a mancare con il voto segreto - l’Aula approva comunque il nocciolo duro dell’Italicum: le soglie di sbarramento (al 37% per ottenere il premio di maggioranza), la soglia di ingresso per i partiti (4,5% per quelli in coalizione, dell'8% per i non coalizzati e del 12% per le coalizioni), il ballottaggio per le coalizioni che non superano il 37%, i criteri e gli algoritmi per la ripartizione dei seggi. Bocciate invece le primarie obbligatorie per scegliere i candidati.
ANSA/M.A.





