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La "piccola Kabul" di New Delhi

Un centinaio di profughi afghani, in fuga dai talebani, hanno trovato rifugio nella capitale indiana, ma sono costretti ad arrangiarsi - L'intervista

  • 29.08.2021, 20:32
  • 20.11.2024, 19:46
Rifugiati afghani protestano davanti alla sede UNHCR a New Delhi
03:35

RG 18.30 del 29.08.21 Il servizio di Chiara Reid

RSI Info 29.08.2021, 18:42

  • keystone
Di: RG/Chiara Reid 

Un centinaio di rifugiati afgani sono arrivati a New Delhi con l'ultimo volo da Kabul il 24 agosto, ora sono in quarantena in un ospedale Covid per due settimane. Il Governo indiano ha dato la preferenza a rifugiati sikh e cristiani, dicendo che sono i più perseguitati, mostrando così la solita discriminazione verso i musulmani.

"Hanno lasciato le loro attività e le loro case, arrivano qui con pochi soldi in tasca", spiegano i responsabili locali ai microfoni della RSI. "Tocca alla comunità provvedere alla meglio". I rifugiati, però, una volta arrivati, in assenza di un vero e proprio centro di accoglienza, devono arrangiarsi. La RSI li ha intervistati per le strade di New Delhi, nel quartiere che ormai è stato soprannominato la "Piccola Kabul".

"Poiché ho lavorato con le forze internazionali a Kandahar, quando la città è caduta in mano ai talebani, hanno fatto irruzione nella nostra casa. Così siamo fuggiti. Il Governo indiano ha rilasciato un visto a me e a tutta la mia famiglia, ma due figli 20enni sono rimasti indietro e devono ancora riuscire a fuggire dal Paese", racconta un profugo, mostrando l'appartamento che ha dovuto affittare a proprie spese, a 1.000 franchi al mese. "Abbiamo abbandonato la nostra terra dove c'è caos e guerra. Una situazione terribile: Nessuno vuole lasciare la propria casa", dice la moglie in lacrime. "Sono entrati in casa e hanno preso tutti i nostri averi. Ora nessuno di noi ha un lavoro. Come faremo?", dice, mentre il figlio minore mostra il video dell'assalto a Kandahar, vicino alla loro casa.

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