In Cisgiordania il trasferimento forzato delle comunità palestinesi e la conseguente annessione dei territori da parte di Israele sono in aumento. È quanto denuncia Amnesty International in un rapporto che sottolinea come la violenza dei coloni non sarebbe il prodotto di singoli individui estremisti ma, al contrario, sarebbe sostenuta apertamente dallo Stato ebraico.
Le cause secondo Amnesty
Amnesty attribuisce questa situazione a due cause principali: una strategia politica volta a rafforzare il controllo israeliano sui territori e l’impunità in cui agiscono gli autori delle violenze.
Violenze sistematiche contro le comunità
Con l’obiettivo di schiacciare le comunità palestinesi, i coloni israeliani spesso ricorrono alla violenza. Nel rapporto si parla di bastonate, lanci di pietre, distruzioni di fonti d’acqua, pannelli solari e scorte alimentari, così come furti di bestiame e incendi dolosi.
Demolizioni e sfollamenti
L’organizzazione non governativa denuncia anche un’espansione immobiliare sostenuta dal governo israeliano. Allo stesso tempo, le autorità israeliane hanno demolito più di 3’000 abitazioni e strutture palestinesi, causando lo sfollamento forzato di molte comunità, come quella di Zanuta.
“La comunità di Zanuta ha dovuto convivere con la violenza dell’esercito”, racconta ai microfoni del Radiogiornale della RSI Grazia Careccia, vicedirettrice per il Medio Oriente di Amnesty International. “Anni di pressioni da parte dello Stato di Israele con ordini di demolizione delle strutture delle comunità. Poi con la creazione della comunità agricola di colonie israeliane, la situazione è diventata molto più grave, anche perché si è aggiunta la violenza dei coloni”.
La metodologia dell’indagine
Per documentare lo sfollamento del villaggio di Zanuta, così come altri in Cisgiordania, Amnesty ha analizzato video, immagini satellitari e documenti ufficiali. L’organizzazione ha inoltre intervistato diversi palestinesi residenti o sfollati dalla Cisgiordania, oltre che avvocati e attivisti, stranieri ma anche israeliani.
Accusa di apartheid e pulizia etnica
Il rapporto conclude parlando di apartheid e pulizia etnica della popolazione palestinese in Cisgiordania e chiede alla comunità internazionale di partecipare alle indagini della Corte penale internazionale.
Nel frattempo, martedì, Regno Unito, Canada, Australia e Norvegia hanno annunciato sanzioni contro Israele nell’ambito delle violenze perpetrate dai coloni israeliani in Cisgiordania.










