Prime ore di mercoledì 9 novembre. Quotidiani, TV e siti web di informazione erano ancora in attesa dei risultati definitivi, sebbene Donald Trump sembrava fosse già destinato a diventare il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America.
Copertine e titoli della stampa internazionale
La stampa del Messico, che segue con viva attenzione gli eventi americani, ha subito dato la notizia che la moneta del paese – il peso messicano – ha perso più 10%, superando per la prima volta la soglia di 20 peso per un dollaro. Il peso messicano è la moneta del Paese costante obiettivo di Trump.
Anche nell’altro paese limitrofo, il Canada, la stampa ha mostrato inquietudine per l’andamento borsistico, in fibrillazione non appena i primi risultati davano in vantaggio il candidato repubblicano. Dichiarando "inesplicabile" la vittoria di Trump, il "National Post" scrive che, ora, il primo miinistro canadese Justin Trudeau dovrà trovare un'intesa con il nuovo presidente degli Stati Uniti.
I siti web canadesi non hanno mancato di segnalare che il sito web dell’immigrazione in Canada è stato momentaneamente fuori uso proprio durante le elezioni. Nella mattinata di mercoledì 9, a questo proposito, nel sito web del quotidiano francese "Libération" si leggeva: "Depuis plusieurs mois, bon nombre d’Américains ont manifesté leur intention d’émigrer dans ce pays en cas de victoire de Trump." Nel corso della notte, il sindaco di Montreal Denis Coderre ha mandato un tweet per dire che: "notre Bureau d'Intégration des Nouveaux Arrivants de Montréal sera ouvert exceptionnellement après vote Américain".
Pure in Francia, l’elezione del nuovo presidente americano è stata seguita stato, dopo stato. Inquietudine è manifestata nelle pagine economiche: "les marchés financiers mondiaux destabilisés par une possible victoire de Donald Trump", scrive Le Monde; mentre Le Figaro intitola: "La chute des marchés boursiers s'accélère sur des craintes de victoire de Trump". Libération, in attesa dei risultati definitivi, ricorda il sogno di Trump: una Brexit degli USA.
In Germania c’è forte attenzione per le Borse. “Mexikos Peso stürzt ab, starke Kursverluste an den Börsen”, scrive lo Spiegel. I mercati avevano puntato sulla vittoria di Hillary Clinton, continua il quotidiano tedesco.
Di Welt punta tutta la sua attenzione sulle borse dichiarate “fuori controllo”: “Um 2.56 Uhr stürzten die Kurse unkontrolliert ab”. Fucus definisce “caotica” la situazione borsistica: “Um 2.56 Uhr stürzten die Kurse unkontrolliert ab”.
In Italia, "Corriere della Sera", assieme con il voto, ha seguio l’andamento dei mercati finanziari: “Trump vola: crolla Wall Street, giù il dollaro”, soggiungendo che “I mercati si aspettano un cambio radicale della politica economica”. Il quotidiano è attento alla totale vittoria dei repubblicani “pigliatutto”, in procinto di conquistare Camera e Senato.
Rapido "L’Espresso" ad esporsi prima dei risultati definitivi: “Donald Trump è il nuovo presidente: vince l'America della rabbia”, aggiungendo: “Partito da outsider, ha avuto contro tutti i grandi centri di potere”.
“Le Borse mondiali a picco, affondano Tokyo e Londra”, intitola "La Stampa". “Trump verso la Casa Bianca, Clinton non ammette sconfitta, a picco i mercati”, scrive "Il Sole 24 ore". “Dall’America una scelta shock”, su "La Repubblica"; e poi: “Affondano Tokyo, Hong Kong e tutti i listini europei”.
Nel Regno Unito, la BBC ha reagito subito alla “scossa” dei mercati finanziari: “US Election 2016: Asia markets jolted by vote results”.
“Trump victory stuns world”, intitola il "Guardian", interpretando lo stordimento che si legge nelle pagine di tutti i quotidiani; mentre uno dei suoi più seguiti commentatori, Jonathan Freedland , scrive: “The US has elected its most dangerous leader. We all have plenty to fear”
dek
Dal TG12.30:






