In Serbia resta alta l’emergenza inondazioni: il bilancio è finora di almeno sei morti e 7'000 sfollati. Le piogge continuano a flagellare il paese, ma da venerdì mattina con una minore intensità. Il pericolo sono ora i grandi fiumi, le cui piene sono attese anche a Belgrado e Novi Sad. Le autorità le hanno definite "le più gravi inondazioni degli ultimi cento anni".
Cominciano, intanto, ad arrivare gli aiuti dall'estero: stamane è atterrato a Nis (sud) un aereo russo con a bordo una squadra di specialisti in soccorsi di emergenza. In giornata è atteso un secondo aereo carico di generi alimentari e medicinali. Aiuti sono giunti anche da Slovenia e Montenegro.
Molto critica a causa del maltempo resta anche la situazione in Bosnia-Erzegovina, dove numerose località allagate sono isolate e attendono i soccorsi.
In Croazia ad essere colpita è invece la parte orientale, soprattutto la Slavonia, dove la Sava ha rotto gli argini in più punti. Sott’acqua sono decine di villaggi dove è stato dichiarato lo stato di emergenza e in aiuto alla popolazione è stato inviato l'esercito. Qui, per ora, non ci sono notizie di morti.
ATS/LudoC.





