L'asfittica crescita dell'economia mondiale, la minaccia terroristica (e in particolare il suo finanziamento), le rivendicazioni marittime della Cina e le migrazioni: è un programma carico quello che i dirigenti del G7 sono chiamati ad affrontare oggi (giovedì) a Ise-Shima in Giappone. Prima di iniziare i lavori, i capi di Stato e di Governo di Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Germania, Canada, Italia e Giappone hanno visitato un santuario shintoista e in una pausa delle consultazioni, in parte anche bilaterali, potranno assistere a una dimostrazione delle più recenti tecnologie nipponiche nell'ambito delle vetture non inquinanti.
In tema di crescita, si contrappongono le capitali come Roma e Tokyo, pronte ad aumentare la spesa, a quelle come Berlino, che esige riforme strutturali. Presente al vertice, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha dal canto suo invitato i partecipanti a considerare la crisi migratoria come "mondiale" e non solo europea". Dopo gli attacchi di Parigi e Bruxelles, le autorità giapponesi non hanno voluto correre rischi e per garantire la sicurezza dei presenti hanno schierato migliaia di poliziotti supplementari, soprattutto in stazioni e terminali marittimi.
pon/ATS
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