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Moschee e centri commerciali

Dopo aver visitato l'Albania e la Turchia, Papa Francesco fa tappa a Sarajevo

  • 05.06.2015, 08:17
  • Ieri, 12:28
Un'immagine scattata durante il viaggio in Albania

Un'immagine scattata durante il viaggio in Albania

  • ©Keystone

Da Sarajevo (Bosnia), Bruno Boccaletti

Francesco gira attorno al bastione dell'Islam, e lo fa scegliendo accuratamente le tappe dove le porte - per lui - si aprono con più facilità. In pochi mesi, ha visitato prima l'Albania, poi la Turchia di Erdogan. Ora fa tappa a Sarajevo, città che lo sviluppo demografico degli ultimi vent'anni ha consegnato nelle mani dei musulmani.

Il Papa viene qui per dire che senza dialogo tra le religioni non c'è pace. Parole opportune in una terra che ha conosciuto una sanguinosa guerra civile. E dove un cattolico - ma anche un musulmano - faticano ad abitare nella regione serba, e naturalmente il discorso vale anche all'inverso.

Immagine d'archivio

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  • ©Keystone

Sarajevo ha bisogno di questo messaggio, vuole crederci, ma sa che la scommessa di Bergoglio non è facile. La città è molto cambiata. Se solo 10 anni fa gli sguardi dei turisti correvano ai buchi provocati dagli obici sulle facciate dei palazzi, oggi spiccano le nuove moschee finanziate dagli Stati arabi. C'è quella di Re Fahd d'Arabia, capienza 4mila posti, con un imam che alla richiesta di intervista risponde picche. Ma c'è anche il profumo dei soldi degli Stati del Golfo, che hanno messo in piedi un megacentro commerciale - il Sarajevo City Center - che non ha nulla da invidiare alle migliori strutture europee.

Immagine d'archivio

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  • ©Keystone

Fede e soldi a profusione spiegano questa avanzata silenziosa che sa tanto di conquista strisciante. I musulmani di Sarajevo - il 90 per cento, direbbero le ultime statistiche, se si trovasse il coraggio di pubblicarle - stanno alla finestra, abituati per tradizione ad un Islam quasi laico, in cui nessuno se la prende se bevi alcol e tua moglie non porta il nihab. Anche loro si accorgono però che il nuovo Islam avanza, le donne velate di nero e gli uomini barbuti che parlano in arabo sono una presenza sempre più visibile. L'Europa fa finta di non vedere, i moderati a Sarajevo sono preoccupati. E chissà che non trovino nel Papa cristiano un sostegno inaspettato, nella difesa di un Islam capace di dialogare con altre culture.

Dal TG20:

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