Si è concluso il secondo turno delle elezioni municipali francesi, un voto utile per prendere il polso del paese prima delle presidenziali dell’anno prossimo. Emergono buoni risultati per la destra tradizionale, mentre la sinistra - spesso divisa - può rivendicare una vittoria molto simbolica: quella su Parigi, dove l’assedio del partito repubblicano non ha funzionato.
“Questa vittoria è una promessa per una certa idea di Parigi. Una Parigi viva, progressista, popolare e per tutti. Le parigine e i parigini hanno mandato un messaggio chiaro a Jordan Bardella e a Marine Le Pen: Parigi non è, e non sarà mai, una città di estrema destra”, ha dichiarato Emmanuel Grégoire dopo la vittoria. La capitale francese ha scelto ancora una volta la sinistra. E il sindaco neo eletto ha già mandato un messaggio chiaro sulla politica che vuole condurre nella sua città, scegliendo di dirigersi verso il municipio parigino in sella a una bicicletta comunale.
La sinistra ha festeggiato anche a livello nazionale. Le tre città principali del paese, Parigi, Lione e Marsiglia, restano saldamente in mano alla gauche. Nelle città medie, invece, ha vinto soprattutto la destra. Ma la destra gollista tradizionale del partito dei repubblicani e non l’estrema destra che è riuscita a conquistare un solo comune simbolico, quello di Nizza.
Conclusa la campagna per le elezioni municipali, dunque, inizia ufficiosamente quella per la presidenziali, prevista tra poco più di un anno. E lo fa con qualche insegnamento, dopo questo voto locale: il cordone politico che ha sempre escluso il Rassemblement National di Marine Le Pen dal potere, ora sembra più fragile che mai. E la sinistra è ancora divisa tra socialisti, ecologisti e sinistra radicale. Nel frattempo il campo centrista si prepara in silenzio con un candidato che è in posizione di forza, dopo questo voto, l’ex primo ministro Édouard Philippe, rieletto nel suo bastione di Le Havre e già candidato all’Eliseo.

Radiogiornale delle 07.00 del 23.03.2026 Il commento di Chiara Savi
RSI Info 23.03.2026, 08:46
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Il voto locale ridisegna la corsa all’Eliseo
“Partiamo con un quadro generale - commenta Chiara Savi, giornalista della redazione Esteri al Radiogiornale - il partito socialista a sinistra ed i repubblicani a destra, sono i due partiti che storicamente dominano le municipali francesi. Il primo era uscito un po’ sottotono dal primo turno, si è ripreso, ma perde anche delle città a scapito dei repubblicani che tengono comuni medie dimensioni. Se rimaniamo a destra, il Rassemblement National, non solo mantiene le città - seppur poche - che già da tempo governa, ma ne conquista altre. Sono però città piccole: quindi una vittoria indubbia, ma non eclatante. E questo vuole dire che il fronte repubblicano - con le alleanze che si formano per contenere l’estrema destra - si sta via via indebolendo, ma ha ancora tenuto”.
Le alleanze a sinistra come a destra avrebbero potuto cambiare il quadro del risultato di ieri? “Nei municipi - prosegue Chiara Savi nella sua analisi - dove i socialisti si sono alleati con la France insoumise, il partito di sinistra populista, la grande sorpresa del primo turno, le cose non sono andate bene per entrambi i partiti. A destra il Rasseblment national - che non sa ancora se vedrà Jordan Bardella o Marine Le Pen candidarsi alle presidenziali - continua ad allungare la mano verso il partito dei repubblicani, che però tentenna perché teme l’abbraccio mortale del partito di estrema destra”.
“Un anno - conclude Savi - in politica è un tempo molto lungo. Ieri tutti i partiti portavano acqua al proprio mulino, dichiarandosi vincitori, con l’intento di emergere, a sinistra come a destra, per prendere le redini in vista della lunga lunga cavalcata verso l’Eliseo.






