I seggi elettorali di 1’580 comuni hanno aperto i battenti alle 08.00 in Francia (ancora prima a causa del fuso orario in Nuova Caledonia o a La Réunion) per il secondo turno delle municipali, laddove il primo non è bastato a designare un vincitore. Nella maggior parte dei casi, gli elettori avranno tempo fino alle 18.00 per mobilitarsi, ma i seggi che chiuderanno alle 19.00 o alle 20.00 in alcune grandi città.
I risultati sono attesi proprio a partire dalle 20.00, ma la serata elettorale potrebbe finire molto più tardi, laddove le prime stime degli istituti di sondaggio non avranno identificato un vincitore con certezza. Raramente, infatti, le elezioni comunali si saranno rivelate così incerte in Francia, dopo un periodo tra i due turni caratterizzato dalla conclusione di numerose alleanze, a volte inaspettate, e da diversi notevoli ritiri.
Lotta a tre a Parigi
Se la maggior parte dei sindaci rurali è già stata eletta al primo turno, tutte le grandi città del Paese trattengono il fiato prima del secondo turno. La capitale Parigi si prepara a un duello molto serrato tra la candidata di destra Rachida Dati (sostenuta dal centro, dai macronisti e che beneficia del ritiro della lista di estrema destra di Sarah Knafo) ed Emmanuel Grégoire, che rappresenta la sinistra al di fuori di La France Insoumise (LFI), al potere da 25 anni a Parigi. Ex vice della sindaca uscente Anne Hidalgo, quest’ultimo è il favorito, ma il fatto che sia rimasta in corsa la candidata di La France Insoumise Sophia Chikirou potrebbe giocargli brutti scherzi.
Testa a testa a Lione
A Marsiglia, di fronte ai risultati di Franck Allisio del Rassemblement National, LFI si è invece ritirata e il sindaco uscente di sinistra Benoît Payan parte con un vantaggio. A Nantes, Brest, Clermont-Ferrand, Avignone... i socialisti, che mantengono la leadership a sinistra a livello locale, hanno spesso accettato l’adesione degli Insoumis. A Tolosa e Limoges, è addirittura dietro a LFI che la sinistra si è schierata per cercare di battere la destra.
Gli Insoumis puntano anche a Roubaix, dopo aver vinto Saint-Denis già al primo turno. Il PS spera di mantenere Lilla, dopo essersi unito con Les Ecologistes, e di prendere a questi ultimi Strasburgo.
Uno degli scrutini più serrati si svolge a Lione: il sindaco uscente ecologista Grégory Doucet è testa a testa con l’ex presidente dell’Olympique Lione, Jean-Michel Aulas. Un altro bastione conquistato durante l’ondata verde del 2020, Bordeaux potrebbe diventare una rara terra di conquista macronista, se l’ex ministro Thomas Cazenave riuscirà a spodestare il sindaco uscente Pierre Hurmic.
Speranze del RN
Il Rassemblement national, la cui progressione si conferma ormai a livello locale senza raggiungere i risultati dei suoi leader nazionali, tiene d’occhio in particolare Tolone, Nîmes e Carcassonne.
E soprattutto, conta sul suo alleato Eric Ciotti (UDR), favorito a Nizza, per incarnare la strategia di unione della destra e dell’estrema destra, che il presidente del RN, Jordan Bardella, tenta di imporre nella corsa all’Eliseo.

Francia: si rinnovano i poteri comunali
Telegiornale 15.03.2026, 20:00





