Permane il mistero sulla bomba scoppiata nella notte tra sabato e domenica a Chelsea, nel cuore di Manhattan. La deflagrazione ha provocato il ferimento di 29 persone, tutte già dimesse dall’ospedale.
“È chiaramente un atto di terrorismo, ma al momento non esiste prova di una connessione al terrorismo internazionale e non c’è stata alcuna rivendicazione”, ha dichiarato il governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo.
I responsabili “saranno scovati e puniti. Non ci faremo spaventare”, ha proseguito, prima di aggiungere che 1’000 poliziotti e uomini della Guardia nazionale sono stati schierati nella città per proteggere obiettivi sensibili, stazioni in primis.
Un altro ordigno trovato intatto sulla 23sima strada è stato realizzato artigianalmente con una pentola a pressione da cui uscivano dei fili collegati a un telefono cellulare. Una struttura simile a quella usata nel 2013 durante la maratona di Boston.
Intanto, mentre l’FBI continua a indagare su quanto accaduto, l’IS ha rivendicato un attacco al coltello in Minnesota avvenuto sabato sera in un centro commerciale e che ha portato al ferimento di 8 persone.
Trump coglie la palla al balzo
Il candidato repubblicano alla casa Bianca Donald Trump ha approfittato dell’attacco per rinforzare la sua campagna elettorale, affermando che ora bisogna “usare le maniere forti”. Hillary Clinton è stata invece più prudente, dichiarando di attendere informazioni più precise prima di esprimersi.
Barack Obama, quanto a lui, si trovava a Washington al momento dell’accaduto e si sta ora recando nella Grande Mela, dove stanno arrivando anche decine di capi di Stato e di Governo che da lunedì parteciperanno ai lavori dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
ats/ansa/mrj
Dal TG20:
18.09.2016: Bomba a New York






